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Il Museo della Carta di Fabriano
sbarca in Corea del Sud

INTERVISTA - Stretto il gemellaggio tra Fabriano e la città dell'estremo oriente Wonju. Giorgio Pellegrini: "Collaborazioni internazionali per far conoscere la nostra Silicon Valley del medioevo nel mondo"
domenica 1 Ottobre 2017 - Ore 16:14
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Giorgio Pellegrini con l’ex assessore alla cultura Pallucca

 

di Sara Bonfili

Abbiamo intervistato il direttore del Museo della Carta, Giorgio Pellegrini che ci ha parlato di innovazione, marketing e tradizione di uno dei simboli culturali di Fabriano, il centro che raccoglie tutta la storia della carta, della filigrana e che propone ciclicamente interessanti esposizioni.

Giorgio Pellegrini, abbiamo appena aperto (leggi l’articolo) la mostra dell’acquerellista vicentina Valentina Verlato, uno dei tanti eventi che vivacizza il Museo della Carta e della Filigrana.

Sì, una brava e riconosciuta artista, la cui carriera internazionale sta iniziando, dato che andrà in Russia per un corso ed esporrà presto nella Casa degli artisti di San Pietroburgo. Prima di questa mostra “Watercolour 2017” è stata membro della giuria del Watercolour 2012.

Quali sono gli appuntamenti più importanti del Museo della Carta?

Il nostro scopo è mettere in relazione la carta tradizionale con il linguaggio artistico, quindi per noi è molto importante creare eventi in questo senso. Dal 2009 facciamo una biennale sull’incisione,“Leonardo Sciascia amateur d’estampes” e dal 2010 la biennale sull’acquarello, il Premio Internazionale Fabriano Watercolour.

Quali sono le novità che vi interessano?

Abbiamo appena stretto un gemellaggio con il Museo della Carta Sudcoreano di Wonju, una scelta che conferma le nostre collaborazioni internazionali e vale per far conoscere ancor di più la nostra struttura in ambito mondiale. Al tempo stesso è utile per allacciare relazioni che rendono possibile la divulgazione della cultura della carta occidentale in giro per il mondo. Fabriano in questo momento è presente nel Festival del Medioevo di Gubbio, perché Fabriano è stata un po’ la “Silicon Valley” del Medioevo per la carta, inventata qui, e divenuta il mezzo della diffusione della cultura. Su un foglio di carta restano messaggi tracciati secoli fa, che sicuramente sono più duraturi di quelli digitali diffusi oggi.

L’unicità del museo della Carta di Fabriano, qual è?

Ci sono altri musei della carta in Italia, ma questo è unico nel suo genere, perché Fabriano è il posto dove è nata la carta occidentale. Quindi resta memoria di questa unicità ed è un simbolo per la città e la sua storia. Gli altri musei in giro per la penisola sono testimonianze dell’arrivo della cultura della carta in quei posti, dove dunque questa nuova “tecnica” è arrivata di riflesso. Non sono testimonianze di una cultura così antica come la nostra. E’ questa la nostra unicità.

foto@sarabonfili

 

foto@sarabonfili

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