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Intercettati tre quintali di cocaina
purissima diretti ad Ancona (Video)

DROGA – Quasi 300 panetti nascosti in otto borsoni sono stati scoperti e sequestrati dalla Guardia di finanza nel porto di Gioia Tauro a Reggio Calabria. Erano in un container pronti per essere imbarcati verso lo scalo dorico
mercoledì 4 ottobre 2017 - Ore 19:20
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L'operazione di sequestro da parte della Guardia di finanza di Reggio Calabria

Una partita da oltre tre quintali di cocaina purissima, che una volta tagliata e messa in commercio avrebbe avuto un valore da 65 milioni di euro. I panetti, 271 in tutto, 308 i chili di cocaina purissima, ancora da trattare prima di essere venduta dai pusher, erano nascosti in otto borsoni dentro ad un container diretto verso il porto di Ancona. E’ stata la Guardia di finanza di Reggio Calabria ad intercettare il carico record di droga, prima che potesse arrivare sulla piazza dello spaccio. Lo stupefacente è stato sequestrato nel porto di Gioia Tauro, in arrivo da Seattle (negli Usa), transitato da Panama e con Ancona come destinazione finale. Il sistema utilizzato dai trafficanti è il cosiddetto rip off, ovvero mettere dietro i portelloni dei container i borsoni o i trolley carichi di droga, in modo da essere recuperati agevolmente durante la sosta delle merci nelle aree portuali. “L’attenzione e lo sforzo sono massimi per cercare di limitare un fenomeno che affligge purtroppo non solo le fasce di popolazione più giovani, ma anche una platea molto più vasta, cui sono da imputare anche una serie di costi “sociali” che possono essere intesi come quelli sopportati dai cittadini e dalla collettività, direttamente ed indirettamente, derivanti dalle conseguenze dell’uso di droga e del mercato ad esso connesso – commenta in una nota il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho -. Basti pensare alle enormi ricadute, in termini di costi per la società, in tema di sforzi volti a garantire la sicurezza pubblica, la cura e la riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti o al finanziamento degli interventi di prevenzione e di assistenza sociale. Un ulteriore problema è dato anche dai costi aggiuntivi determinati dall’immissione sul mercato delle enormi quantità di denaro proveniente dal traffico e dallo spaccio di stupefacenti: tali somme infatti, una volta reinvestite e riciclate, sono in grado di inquinare pesantemente i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese che rispettano le regole”.

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