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Pietra ‘calcite rossa’ in vetrina:
ma era falsa e cancerogena
Il sequestro in un negozio di Jesi (Video)

FORESTALI - I militari hanno fatto esaminare il minerale, venduto a 40 euro al pezzo, per scoprire che era stato creato in laboratorio con l'aggiunta di cromo esavalente. A tutela della salute pubblica sono state controllate tutte le rivendite di pietre dure della Vallesina, fino alle Grotte di Frasassi. Chi l'ha acquistata contatti subito i carabinieri forestali di Ancona
mercoledì 4 Ottobre 2017 - Ore 17:45
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Il sequestro del minerale da parte dei Forestali di San Marcello

Era stato venduto a 40 euro come un frammento di ‘calcite rossa’ proveniente dal deserto del Marocco, di naturale però aveva ben poco. Non si trattava infatti di una rara pietra dura che permetteva, a chi crede nella cristalloterapia, di entrare in contatto con le energie vitali del primo chakra. Quel suo colore rosso troppo intenso e vivo, così artificioso, raccontava in realtà che si trattava di un minerale elaborato in laboratorio con scarti del pericoloso cromo esavalente, cancerogeno e tossico per la salute.

La falsa calcite sequestrata dai Forestali

Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Ancona e della Stazione Carabinieri Forestale di Jesi San Marcello, hanno sequestrato il pericoloso minerale, esposto per la vendita da un negozio di souvenir e gadget di Jesi, gestito da italiani, con la falsa dicitura ‘calcite rossa’. Nel corso delle indagini i forestali, coordinati dal capitano Simone Cecchini, hanno accertato che un altro minerale da collezione dello stesso tipo era stato venduto lo scorso 23 agosto ad una cittadina ignara del pericolo per la salute costituito dal reperto, e che non si trattava di calcite ma del pericolosissimo ‘dicromato di potassio’.

Gli accertamenti tecnici sui due minerali acquisiti dai militari sono stati svolti dall’Università di Camerino, che ha effettuato analisi dettagliate con utilizzo di raggi X, presso il Laboratorio di Mineralogia. Il titolare del negozio è stato denunciato per il delitto di frode nell’esercizio del commercio e rischia pene fino a due anni di reclusione.Per ora non è messa in dubbio la sua buona fede nell’acquisto dal fornitore che grazie ai documenti contabili sarebbe stato individuato. La pista investigativa porterebbe all’estero, in Romania. A tutela della salute pubblica i forestali hanno ispezionato tutti i negozi che commerciano in pietre dure della zona, arrivando fino all’area di Genga e della Grotte di Frasassi, alla ricerca di altri, potenziali, pezzi contaminati dal cromo esavalente, ma per fortuna non ne sono stati trovati. La fornitura di pietre risalirebbe infatti al’ultimo biennio.

I carabinieri forestali raccomandano la massima cautela nell’acquisto di prodotti simili a quello riportato nella foto, costituiti da dicromato di potassio, prodotto cancerogeno, mutageno e tossico, soprattutto per chi ha in casa bambini che potrebbero metterlo incautamente in bocca. Il cromo esavalente è infatti una sostanza solubile. Chiunque abbia notato, esposti in vendita, o acquistato minerali con evidenti cristalli rossi innaturali, solubili in acqua è pregato di contattare i Carabinieri Forestali del Gruppo di Ancona.

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