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Scippi al cimitero:
due arresti

JESI - La vittima, un'anziana che si era recata in visita alla tomba del marito. All'uscita lungo la via Fruili è stata borseggiata da un primo sconosciuto e cadendo a terra si è ferita alle mani, poi è stata soccorsa dal complice. Entrambi sono stati arrestati dalla polizia
lunedì 6 Novembre 2017 - Ore 11:40
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Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato di Jesi hanno tratto in arresto due giovani 20enni, T. E, clandestino di origine liberiana e M.Y di origine ucraina,  per rapina impropria commessa ai danni di una anziana jesina. Erano appena passate le 11 quando una volante del Commissariato di Jesi ha notato vicino al cimitero un anziana signora accasciata a terra con le mani insanguinate (leggi l’articolo).  La donna si era recata al cimitero a far visita al defunto marito quando all’uscita lungo la via Fruili è stata raggiunta alle spalle da un  giovane che gli strattonava la borsa dalle mani.

L’anziana signora apponeva una fervida resistenza, tanto da essere trascinata e subire delle lesione alle mani, ma l’ energumeno aveva la meglio dandosi alla fuga attraverso i campi. Contemporaneamente veniva soccorsa da un altro giovane (complice del precedente) il quale si metteva a rincorrere lo scippatore promettendo all’anziana signora di restituirle la borsa.

La refurtiva recuperata

Pochi minuti dopo si  trovava a transitare una volante del Commissariato che  notava l’anziana, cardiopatica, in condizioni di difficoltà per cui  ricostruiva il fatto accaduto. Il fatto molto grave per la città di Jesi mobilitava nell’immediatezza gli agenti del Commissariato nonchè le pattuglie dell’Arma dei carabinieri che iniziavano sulla base delle descrizioni ricevute una caccia ai due individui. I due venivano rintracciati poco dopo presso la stazione ferroviaria. Gli stessi negavano qualunque coinvolgimento ma sottoposti a perquisizione nelle tasche di uno dei due veniva ritrovata una moneta di 10 lire che la donna aveva indicato avere nella borsa. Portati in Commissariato i due dopo ore di interrogatorio ammettevano il fatto e facevano ritrovare la borsa della signora. I due venivano tratti in arresto in attesa del giudizio per direttissima che si è tenuto in mattinata. Gli arresti sono stati convalidati: il liberiamo è rimasto in carcere mentre all’ucraino è stato imposto l’obbligo di firma giornaliera in caserma.

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