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Dipendente truffatore condannato
a risarcire Telecom per 680mila euro

ANCONA – Il giudice ha stabilito per l’ex account manager dell’azienda di telecomunicazioni una pena di un anno e 6 mesi di reclusione oltre la maxi risarcimento. Il danno contestato era di 1,8 milioni di euro. Il lavrotore ha falsificato documenti e acquistato i dispositivi hi-tech per conto della società, per poi rivenderli e intascare il ricavato
venerdì 10 Novembre 2017 - Ore 19:45
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Il tribunale

 

Stipulava falsi contratti con le società clienti della Telecom per intascare dispositivi informatici e rivenderli per conto proprio: dipendente infedele condannato a scontare un anno e 6 mesi di reclusione. L’uomo, un anconetano di 53 anni ex account manager della Telecom, deve all’azienda un risarcimento danni di 680 mila euro. Molto di più era la cifra contestata inizialmente dalla procura e che si aggirava su 1,8 milioni di euro. La discrepanza deriva soprattutto dal fatto che alcuni episodi presenti nel capo di imputazione sono caduti in prescrizione. La truffa sarebbe andata avanti per tre anni, dal 2007 al 2010, anno in cui il 53enne è stato licenziato in tronco dopo un’ispezione interna avviata dall’azienda, insospettita da una serie di irregolarità legate alle forniture dei prodotti e ai contratti, poi rivelatisi falsi, stipulati con clienti come Cooperalt ed Elica. Secondo quanto riscontrato delle indagini, l’ex manager avrebbe ordinato autonomamente prodotti hardware e software da negozi a cui solitamente si affidava la Telecom, facendo figurare che quei dispositivi erano stati richiesti dai clienti della compagnia telefonica. Come? Stipulando con loro, totalmente ignari del raggiro, falsi contratti con firme fasulle che venivano appositamente redatti e compilati dal 53enne. Era poi lui che ritirava la merce e la faceva sparire.

 

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