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Variante per il Giano,
il Comitato: «Le nostre richieste
siano ascoltate»

FABRIANO - Lavori fermi per il fiume. Per la sua a completa scopertura necessari ulteriori studi idraulici, ma si procede nell'iter burocratico. Cittadini pronti a far sentire la loro voce affinché sia valorizzato il corso d'acqua
mercoledì 15 Novembre 2017 - Ore 17:45
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di Sara Bonfili

Da anni il Comitato alla Scoperta del Giano lavora per la valorizzazione del fiume fabrianese sposando la causa della sua scoperta nel tratto urbano, tombato da mezzo secolo, dal 1958. A tutt’oggi sono stati portati alla luce alcuni tratti del corso d’acqua, ma il progetto della scorsa amministrazione prevedeva la sua ricopertura dietro Piazza Bassa-Mercato Coperto. Una scelta ritenuta anacronistica da molti tecnici privati e dalla giunta Santarelli, che ha predisposto le varianti ai lavori, con l’apertura del letto del fiume in piazzetta Filzi, sopra l’antichissimo ponte dell’Aera e modifiche all’impianto fognario.

Il fiume, sul quale sono state effettuate alcune opere per la sua valorizzazione, è oggi al centro di molte critiche cittadine, soprattutto per la presenza di sponde in cemento nella zona Conce altissime rispetto all’acqua, delle quali molti cittadini chiedono l’abbassamento. Le lamentele della città riguardano sia l’aspetto estetico degli argini, che presentano transenne in ferro color ruggine, sia per i ritardi per la conclusione dei lavori in corso nell’adiacente via Filzi, che si sarebbero dovuti chiudere a settembre. La modifica degli argini sarà prevista solo dopo un nuovo studio idraulico, quindi non sarà immediata. Nel frattempo però la giunta è decisa a mandare avanti le varianti.  Intanto «L’attività del Comitato alla Scoperta del Giano continua − spiega il portavoce e cofondatore Fabrizio Moscè − sono i lavori sul fiume che sono allo stallo. Voremmo il contesto architettonico del fiume molto più dialogante con il centro storico rispetto a quanto già fatto. Come comitato abbiamo già esposto le nostre istanze che sono: completa scopertura del fiume, recupero naturalistico delle sponde dove possibile, materiali consoni ad una città medievale. Ci auguriamo siano tenute in debito conto nella stesura delle varianti».

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