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Pranzo da Chef in Oncologia
con i D’Alesio del Marchese del Grillo

FABRIANO - I pazienti di Oncologia del Profili non lo sapevano ancora: il 28 novembre "Un pranzo da chef" sarà servito loro in una grande tavolata. «Dieta come terapia e cura del paziente anche sul profilo dell'alimentazione, gustosa e sana», secondo la dott.ssa Rita Silva, sostenitrice del progetto
venerdì 17 Nov 2017 - Ore 16:00
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Mario D'Alesio, la dott. ssa Rita Silva, Serena D'Alesio, la dott.ssa Stefania Mancinelli

Mario D’Alesio, la dott. ssa Rita Silva, Serena D’Alesio, la dott.ssa Stefania Mancinelli

 

di Sara Bonfili

Una sorpresa per i malati oncologici dell’ospedale di Fabriano. Il prossimo 28 novembre verrà loro preparato “Un pranzo da chef”, a partire dalle 12, nell’unità Operativa di Oncologia dell’Ospedale E. Profili da parte di Serena D’Alesio del ristorante Marchese del Grillo. Il cibo sarà infatti una dote da riscoprire anche per i ricoverati oncologici, per un giorno serviti da una grande chef, per poter apprezzare un piacere prezioso, in un momento conviviale e sereno in corsia. L’evento, unico nel suo genere, è nato su proposta della chef D’Alesio alla Direttrice del reparto, dott.ssa Rita Silva, con l’idea proporre pasti insoliti a persone che, per patologie o cure, solitamente sono inappetenti o quasi, ma anche di sensibilizzare anche l’ospedale alla conoscenza delle potenzialità del cibo contro malattie e recidive.

«I pazienti ancora non lo sanno, è ufficiale da oggi. Saranno offerte piccole dosi dei piatti che si atterranno comunque alla dieta prescritta loro. Basta arricchire le pietanze con spezie come il peperoncino, che è secrettivo, per risvegliare un po’ il gusto dei malati oncologici», spiega la dott.ssa Silva. Il pranzo della giornata sarà servito in una tavolata unica preparata nel corridoio del reparto. Chef D’Alesio spiegherà i singoli piatti. «Sarà presente anche mio fratello Mario, in qualità e in tenuta da sommelier.  Sarà tutto come in ristorante da noi, ma nel corridoio del reparto di Oncologia, con la finalità di distrarre i pazienti dalla malattia, coccolarli e accompagnarli in una riscoperta del gusto», spiega la chef D’Alesio. «Tra l’altro è così semplice cambiare i dettagli del vitto, senza stravolgere i piatti, che mi è sembrato davvero facile arrivare a questo. Inoltre sono molto sensibile al tema della malattia oncologia. Non faremo altro che contribuire a far stare un po’ meglio i pazienti».

«L’attenzione verso la persona e il benessere della stessa passa necessariamente anche attraverso la cura del pasto. E la dieta è intesa anche come terapia», chiosa la dottoressa Stefania Mancinelli. «Un punto zero che dal nostro reparto di Oncologia possa essere copiato e riproposto in altri reparti e ospedali», la speranza della dottoressa Silva, grande sostenitrice insieme a Serena del progetto.

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