Porte del bus serrate contro gli evasori:
famiglia resta in trappola
di Giampaolo Milzi
Intrappolata nell’autobus con la figlioletta che le stringe forte la mano, mentre il marito (o il compagno) col passeggino si agita fuori delle porte centrali e l’autista non ne vuole sapere di aprirle. Un caso difficile da giustificare, quello capitato il 2 dicembre scorso all’affollata fermata di piazza Ugo Bassi, che si è poi sviluppato in un esposto presentato formalmente presso Conerobus da una esterrefatta e scandalizzata, giovane passeggera.
Protagonista della disavventura, una donna, che intorno alle 11,30 – quando il conducente ha imposto lo stop nell’apposita area al mezzo pubblico della linea 1/4 per Tavernelle e ha aperto le porte laterali, ma non quelle centrali – è salita a bordo con la bambina. Già, le porte centrali, quelle da cui sarebbe voluto passare l’uomo che era giunto con loro alla fermata, perché aveva con sé il passeggino e quindi l’ingresso gli sarebbe risultato più agevole. Macché. Il dipendente di Conerobus, ultra-ligio a ciò che prescrive il regolamento, quelle porte non ha voluto saperne di aprirle. Peggio. Perché visto che nel frattempo era scattato il rosso al semaforo a due passi dalla fermata, ci sarebbe stato tutto il tempo per risolvere la questione secondo buon senso. E invece il clima si è surriscaldato. La mamma, con il capo coperto da un velo, sempre più disperata, ha iniziato a gesticolare per attrarre l’attenzione. “Di evidente origine straniera, non riusciva a farsi capire, tuttavia un’altra donna ha parlato per lei chiedendo a viva voce che venissero aperte la porte centrali. – ha raccontato la passeggera 26enne che tre giorni dopo ha presentato la segnalazione a Conerobus – L’autista è stato irremovibile. Non solo non ha aperto le porte centrali, mentre la malcapitata cercava di raggiungerle per scendere con la piccola, ma dopo un po’ ha chiuso anche quelle (della serie chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori, ndr,) ed è ripartito, mentre il compagno rimaneva “a terra” preoccupato, sconsolato e impotente col passeggino ripiegato tra le braccia”. Inflessibile, certo di essere dalla parte della ragione, l’autista. “Bastava un po’ di sensibilità, di buon senso – ha commentato la signorina che ha firmato l’esposto – Quando, prima che premesse il piede sul gas, l’ho raggiunto, protestando, dopo aver chiesto e ottenuto che gli mostrassi il mio titolo di viaggio, si è limitato a spiegarmi che il regolamento vieta l’accesso dalle porte centrali. Inoltre si è rifiutato di dirmi il suo numero di matricola di riconoscimento, con toni poco professionali, come ho scritto nel reclamo” . Ok, porte centrali sbarrate secondo le regole. Ma non avrebbe potuto lasciare aperta una di quelle laterali giusto il tempo per consentire a mamma e bimba di “liberarsi”? Soluzione semplice, del resto segnalatagli da molti altri utenti, alcuni molto arrabbiati.
Immaginiamo che mamma e bimba si siano ricongiunte con l’uomo che le accompagnava alla fermata successiva. Ma tant’è. “Quanto accaduto ha creato un gravissimo disagio e mette in cattiva luce l’immagine di Conerobus. E quindi voglio sapere se saranno presi provvedimenti nei confronti del conducente”, ha commentato l’autrice dell’esposto, esposto al quale ha allegato nome e cognome, con numero di cellulare, di un’altra donna pronta a testimoniare ciò che lei ha illustrato nero su bianco.
Quanto all’immagine e al successivo comportamento dell’azienda di trasporto pubblico, ecco quanto dichiarato ieri mattina dalla dott.ssa Trillini, responsabile della gestione reclami: “Presa in carico la segnalazione, l’abbiamo sottoposta all’attenzione dell’ufficio competente per le indagini, in questo caso l’ufficio Esercizio. Che non ha ancora preso in esame il caso, ma sentirà al più presto l’autista e raccoglierà altre informazioni”. Poi, entro 30 giorni, la decisione di eventuali provvedimenti disciplinari.
Una curiosità, come mai il conducente del mezzo si è rifiutato di fornire il suo numero di matricola? “Si tratta di un pubblico ufficiale. E il regolamento, in base alla legge sulla privacy, per tutelare in genere lui e i suoi colleghi, che possono anche contestare delle multe, consente a Conerobus di garantire loro l’anonimato presso l’utenza. Ma si tratta di una questione ininfluente, in quanto orario del fatto e linea del mezzo sono sufficienti a permetterci di individuare il conducente oggetto del reclamo, il procedimento interno seguirà il suo corso puntualmente”.
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Una bella sospensione di 3 mesi non sarebbe male…e poi basta con sti autisti che stanno sempre al cellulare mentre guidano è ora di prendere provvedimenti anche su questo
Continuano a voler salire sul bus con passeggini aperti, occupando mezzo autobus e senza pagare il relativo biglietto. Stavolta gli è andata male, qualcuno ha seguito il regolamento (magari maniera troppo rigida) e si sono presi un piccolo spavento. Se avessero rispettato le regole non sarebbe successo nulla
Mi spiace contraddirla ma in QUALSIASI città d’Europa dove si utilizzino autobus simili ai nostri, passeggini e carrozzelle entrano dalla porta centrale. Questo perché c’è più spazio per l’ingresso e maggiore possibilità di stazionamento (cosa impossibile entrando dalla porta dell’autista). Tra l’altro, dicendo “occupano mezzo autobus” sta dicendo che disabili e genitori con i figli piccoli sono poco graditi in un autobus, oltre ad accusare entrambe le categorie di mancanza di titolo di viaggio (come fa a saperlo? Riesce a vedere attraverso le tasche e portafogli? Se non erro neanche la famiglia in questione era sprovvista di biglietto). Insomma,oltre ad essere ignorante, è anche irrispettoso. Si ravveda.
Gioacchino Di Bari si ravveda anche lei!
Il regolamento conerobus semplicemente vieta tale
possibilità. A tal proposito ci sono avvisi attaccati un po’ ovunque….non cominciamo a tirare dentro discorsi di razzismo o discriminazione che non mi appartengono in assoluto. Sono soltanto per il rispetto delle regole da parte di bianchi neri gialli arancioni e viola. Nel caso di un disabile, se necessario faccio a meno di salire sull’autobus se c’è bisogno di più spazio. Nel caso di un normale passeggino, chiedo che vengano semplicemente rispettate le regole e che gli altri non siano penalizzati per la pigrizia di pochi. Per i biglietti mi basta vedere quotidianamente come vanno le cose
Bé, se così è allora sono ancor più contento di non vivere più ad Ancona ma in una città dove se una mamma entra con un passeggino può farlo comodamente dalla porta centrale, gli altri passeggeri le lasciano lo spazio necessario e gli autisti non partono di botto rischiando di lasciare a piedi mezza famiglia. Si chiama civiltà, ed è una cosa che non si può affiggere su nessun regolamento di mezzo pubblico 😉 Saluti
Anche a me piacerebbe ma purtroppo lp stato del tpl e l’alto numero di utenti sugli autobus spesso non lo permette e quindi si è costretti a stringersi e da ciò la regola. Infine dura lex sed lex.
I passeggini negli autobus, secondo il regolamento, dovrebbero essere tenuti chiusi. Un controllore tempo fa mi ha spiegato che fare il contrario potrebbe essere pericoloso in caso di frenate brusche o eventuali incidenti e la responsabilità è dell’autista.Credo che questo sia il regolamento che vige in ogni città.
Gabriella Veschi devo però dire che all’estero li ho visti spesso…
…. forse all’estero sono un po’ più superficiali che da noi … no ?
E comunque in certi casi sono le circostanze a determinare le situazioni ; non può essere che tavolta le esigenze di alcuni vadano a influire sui tanti …. anche perché sui mezzi moderni in circolazione, gli avranno pure eliminato i gradini, ma sono così stretti al loro interno che già si buttano giù le madonne quando se tratta de muoversi in condizioni normali ….. figuriamoci se poi ce stanne uno o più passeggini che per le loro caratteristiche creano un disagio in più !
…. certo che l’ideale sarebbe mettere a disposizione dei mezzi unicamente rivolti a chi è al seguito di ingombri come il passeggino …. perché vede signor Gioacchino Di Bari, qui non si tratta di discriminare disabili o quant’altro, ma di guardare le esigenze di tutti e se su un bus, per come sono fatti adesso, salissero più “mamme” con altrettanti passeggini aperti al seguito, va a finire che tutti gli altri cosiddetti normali, je tocca a cala’ giù invertendo di fatto la situazione …. e nemmeno questo trovo sia tanto civile !
E siccome trovo che a volte portarsi dietro o spasso i propri bambini, sia più in capriccio che una reale esigenza, da qui, la necessità di dover rispettare le regole e le disposizioni dell’azienda …. disposizioni che evidentemente nascono dopo aver attentamente studiato e analizzato la situazione e non certamente perché qualcuno alla mattina si è svegliato male e ha improvvisato !
Mi immagino la scena e rido
Eric Di Tullio “E siccome trovo che a volte portarsi dietro o spasso i propri bambini, sia più in capriccio che una reale esigenza”… E ho smesso di leggere 😉 Saluti