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“Andiamo a sciare”, ma erano pronti
a far esplodere un bancomat:
bloccati al porto 3 rapinatori

ANCONA - Il trio, composto da due bulgari e da una persona con documenti falsi, è stato fermato a bordo di un furgone, appena sceso dalla Superfast. All'interno del veicolo sono stati trovati tutti gli arnesi necessari ad assaltare uno sportello automatico. Due sono stati denunciati, uno arrestato
venerdì 12 Gennaio 2018 - Ore 14:28
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L’attrezzatura da scasso sequestrata

 

Appena scesi dalla Superfast con il loro furgone, sono stati immediatamente bloccati dagli agenti della Polizia di Frontiera, impegnati nei controlli a campione. “Andiamo a sciare in Trentino” ha detto uno dei tre occupanti. Ma all’interno del veicolo, non sono stati trovati scarponi o tute da montagna, bensì un arsenale per assaltare un bancomat.  È stata bloccata ieri pomeriggio una banda di presunti rapinatori sbarcati al porto dopo essere partiti dalla Grecia con un Volkswagen Caddy. Due bulgari di 30 e 32 anni sono stati denunciati a piede libero per porto di oggetti atti ad offendere. Il terzo componente della gang è stato invece arrestato per la violazione alle normative vigenti sul terrorismo e subito affidato al comandante della nave per il rimpatrio in Grecia. L’uomo ha mostrato agli agenti una carta d’identità e una patente apparentemente rilasciate in Bulgaria. Gli accertamenti della Digos e degli agenti della Polizia di Frontiera, rispettivamente guidati dalla dirigente Margherita Furcolo e dal dottor Stefano Santiloni, hanno poi portato a decretare la falsità dei documenti.  I due fermati per cui è stata possibile l’identificazione non erano schedati negli archivi delle forze dell’ordine italiane. In Bulgaria, invece, avrebbero collezionato una serie di precedenti per reati predatori. A far presupporre gli investigatori di un possibile assalto a qualche bancomat del territorio non è stato solamente il curriculum criminale della coppia di bulgari, ma anche il ritrovamento degli strumenti da scasso. All’interno dell’auto, erano occultati trapani, bombole a gas, cannelli di rame, batterie, cacciaviti, radio, walkie talkie e una dispositivo che solitamente i banditi utilizzano per far esplodere le casse automatiche dei bancomat. Il furgone è stato sottoposto a fermo amministrativo, mentre gli arnesi sono stati sequestrati.

Sa sinistra, il dottor Santiloni, il vece questore aggiunto Nicolini e la dottoressa Furcolo

La perquisizione all’interno del veicolo è stata eseguita nell’ambito dei controlli a campione che la Polizia di Frontiera effettuata nell’ambito dell’area Schengen. “Solitamente – ha detto Santiloni – controlliamo il 20% dei passeggeri in transito. Invece, la percentuale è massima quando si tratta di persone che provengono da zone extra Schengen, come Albania e Croazia”. In tutto il 2017, nel porto dorico sono state 90 mila le persone controllate, 1500 i veicoli ispezionati e 134 i clandestini trovati, molti dei quali gli uomini ventosa che cercano di di passare la frontiera attaccati ai pianali dei tir. L’attenzione, come spiegato dalla Furcolo, è ogni giorno altissima in tutto lo scale, sopratutto per verificare il passaggio di possibili sospetti legati al terrorismo. “Si tratta – ha detto la dirigente – soprattutto di siriani, curdi iracheni, afgani, tunisini, marocchini e pakistani. Tutte persone  segnalate in ambito internazionale. Sappiamo bene che il porto di Ancona è un punto strategico per i collegamenti con le sponde opposte dell’Adriatico“. E per quei foreign fighters di ritorno dalle zone di guerra che, dopo il transito in Grecia e aver passato i controlli in quanto cittadini europei, tentano di tornare nei paesi dove sono cresciuti.  

 

 

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