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Ricostruzione pesante e leggera,
prorogati i termini

FABRIANO - Dopo l'incontro tra Paolo Gentiloni, la commissaria alla Ricostruzione Paola De Micheli e i rappresentanti delle quattro regioni terremotate, è uscita l'ordinanza che proroga a ottobre 2018 il termine per la consega della documentazione per la ricostruzione pesante e ad aprile 2018 quella leggera, post-sisma 2016
giovedì 18 Gennaio 2018 - Ore 14:52
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La commissaria Paola De Micheli accolta durante la posa della prima pietra della Scuola Primaria Don Petruio a Fabriano

Fabriano è stato il primo Comune del cratere del sisma di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo a far partire i cantieri per le scuole, ora accompagnato da Amatrice. Anche Fabriano, come Cerreto d’Esi inserito nel cratere, è interessato dalla proroga ad ottobre 2018 del termine per la consegna della documentazione agli Uffici speciali per la ricostruzione pesante post sisma 2016, quindi per redigere le schede Fast ed Aedes. Mentre per i danni lievi, le domande vanno presentate entro il 30 aprile 2018. Lo stabilisce l’ordinanza 46 della Commissaria alla Ricostruzione De Micheli: “entro il medesimo termine del 30 aprile 2018, possono altresì presentare domanda di contributo, con le medesime modalità, anche i soggetti che non abbiano già comunicato l’avvio dei lavori”. Entro la fine di gennaio, poi, il Ministero dello Sviluppo Economico predisporrà il bando di gara con allungamento dei termini per la presentazione delle domande da parte di quei cittadini e di quelle imprese inizialmente rimasti fuori, nelle zone franche urbane, colpite dai terremoti del 26 e 30 ottobre. Le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono o hanno avviato l’attività entro l’anno 2017, hanno infatti diritto ad agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive, in quelle zone franche urbane (ZFU) stabilite dal decreto legge 189/2016, tra cui appunto, in provincia di Ancona, figurano Fabriano e Cerreto d’Esi. Alcuni dati: i cantieri aperti in tutto il territorio colpito dal sisma nelle regioni di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, sono 569. Di questi 279 riguardano la delocalizzazione temporanea di imprese e 290 la ricostruzione pesante privata. Più di 600 progetti approvati per la ricostruzione – ha affermato Paola De Micheli – ma la macchina burocratica sembra rallentata.

 

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