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Cremaschi battezza i candidati
di Potere al Popolo

FABRIANO - L'ex segretario della Fiom ha presentato Carnevali e Gatti, in corsa per il Parlamento e ha definito Fabriano «l'esempio giusto del modello sbagliato di sviluppo»
venerdì 26 Gennaio 2018 - Ore 13:37
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Giorgio Cremaschi

 

di Sara Bonfili

Un passaggio di testimone ufficiale quello dell’ex segretario della Fiom Giorgio Cremaschi, per i due candidati della lista “Potere al Popolo!”, Valeria Carnevali e Stefano Gatti, che si presentano alla Camera nel collegio uninominale Ancona-Jesi-Fabriano e al Senato nel collegio plurinominale Marche Nord per le elezioni del 4 marzo. L’incontro del 25 gennaio nei locali dell’ex Dopolavoro Ferroviario è la  prima iniziativa pubblica in vista dell’inizio della campagna elettorale. La situazione del territorio marchigiano e della crisi lavorativa del fabrianese al centro del discorso di Stefano Gatti, che non ha timori a dichiararsi nostalgico dei valori socialisti e di auspicare una lotta di classe aggiornata con i tempi, ancora più difficili, di oggi. Il ricordo delle vittime pendolari dell’incidente ferroviario avvenuto ieri a Milano l’incipit del discorso di Valeria Carnevali, che ha poi proseguito citando le leggi che hanno consentito «la precarizzazione, le privatizzazioni, lo smantellamento delle istituzioni scolastiche e sanitarie pubbliche, i danni al patrimonio naturale e ambientale, il tutto in nome del profitto di pochi detentori di ricchezza a fronte dell’impoverimento dei ceti popolari». È proprio in difesa di questi ceti, come movimento nato dal basso, che Potere al Popolo! si presenta alle elezioni di marzo, «per intercettare le istanze di chi non trova rappresentanza nei partiti di centro-sinistra e che mira alla costruzione di un nuovo soggetto collettivo che vada oltre l’appuntamento elettorale e per dare vita ad un progetto politico attivo, di lotta e di emancipazione nei territorio», fanno sapere i candidati. Valeria Carnevali ha continuato ricordando il proprio impegno nell’Anpi dal 2007 e l’attività nella pedagogia artistica vissuta in modo culturale, attraverso il commento del pedagogista Marco Dallari, sul perché insegnare l’estetica ai bambini. «Perché altrimenti penseranno che la gratificazione della loro vita è nel possesso e nel consumo, e non è così», il commento di Carnevali, nel sostenere l’educazione alla fondamentale conoscenza dell’arte. Cruciale il punto di Carnevali in merito all’accostamento “anomalo” di “potere e popolo”: «Attualmente sto immaginando il forum mondiale dell’economia in Svizzera, dove una cerchia di non eletti decide per noi. Questo è potere. Poi penso al popolo e mi chiedo chi siano: i consumatori? i clienti? In realtà la gente è un popolo quando è consapevole, quando non sottostà a quello che Guicciardini chiamava “Familismo amorale” ed è il modo italiano di fare». E ancora: «Il popolo è sinonimo di emancipazione. Purtroppo Fabriano ha vissuto il benessere a scapito della consapevolezza − ha continuato −. Non mi pare che si sia sollevata la città sulla vendita agli stranieri delle più grandi realtà industriali fabrianesi, né su quanto sta facendo la Quadrilatero Spa sull’ambiente», auspicando movimenti analoghi al “No Mose o al No Tav”.

Alla riflessione su Fabriano si aggancia Cremaschi per il suo intervento. «Fabriano è l’esempio giusto del modello sbagliato − ha detto −. Non bisogna solo aiutare le aziende tramite accordi ministeriali, ma aiutare i lavoratori». Cremaschi ha poi fatto una carrellata dei partiti in ballo: ha accostato in modo ironico il PD a Berlusconi, per i presunti «danni che c’erano da fare, già tutti fatti». «Noi siamo la sinistra − ha concluso − incentrata sul Pubblico e sui diritti, la vera alternativa in queste elezioni politiche».

Stefano Gatti legge il suo discorso

Gatti, Carnevali e Cremaschi

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