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Barriere architettoniche,
i Radicali diffidano tutti i Comuni
Risponde per primo Fabriano

FABRIANO - Al piano abbattimento, previsto dalla legge, il Comune sta lavorando in collaborazione con l'Istituto per Geometri Morea. Entro giugno 2018 l'area urbana dovrà essere mappata. La diffida inviata dall'Associazione Luca Coscioni ha portato solo tre risposte
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Renato Biondini della Cellula Ancona Associazione Luca Coscioni

 

di Sara Bonfili

Una diffida inviata alla Regione e a tutti i comuni marchigiani dal segretario dei Radicali marchigiani, Enzo Gravina, per la realizzazione del PEBA e del PAU (piano eliminazione barriere architettoniche e piano accessibilità urbana). Il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche è un obbligo di legge. A questa diffida, inviata il 30 dicembre 2017 insieme all’Associazione Luca Coscioni, in cui si chiede di fornire i motivi dei ritardi entro novanta giorni, dei comuni marchigiani hanno risposto solo in tre. E Fabriano è uno di questi, con Treia (Mc) e Sant’Ippolito (Pu). La realizzazione dei piani è prevista da una legge nazionale del ’89 recepita con la legge regionale 52 del 1990. Nel 2014, l’allora presidente dell’Anci Piero Fassino aveva inviato una lettera a tutti i sindaci nazionali invitando ad adottare il Peba. Ma la maggior parte degli enti locali non l’ha ancora fatto.  Ci spiega i motivi di questa “azione forte” Renato Biondini della Cellula Ancona dell’Associazione Luca Coscioni.

«Dopo le battaglie fatte negli anni per i diritti umani, civili e politici dei malati e dei disabili, l’associazione Luca Coscioni» racconta Renato Biondini «ha sollevato il problema del grande ritardo nell’adottare quanto stabilito dalla legge. Abbiamo fin dal 2012, anno del mio arrivo nella Cellula anconetana, indirizzato i comuni più grandi. Abbiamo fatto una denuncia-esposto nel 2015 alla procura di Ancona contro il comune di Ancona per il Peba, e in gennaio 2017 per il comune di Loreto. Loreto l’ha adottato il 12 dicembre 2017, proprio in seguito alla nostra denuncia-esposto. C’è poi la situazione paradossale del comune di Falconara, che aveva redatto il Peba nel 2006 e lo teneva in un cassetto. La storia è venuta fuori grazie alla mozione all’adozione del Peba del consigliere Pd Alessandro Giacchetta, mozione bocciata in Consiglio Comunale. Tra l’altro, un Peba del 2006 è ormai superato per le caratteristiche architettoniche dell’area, e da rifare».

Qual è stata la risposta del comune di Fabriano? «Fabriano si sta impegnando con un Peba da attuare in vari step, ed è stato il primo a inviarci pec formale il 3 gennaio. Ci hanno risposto anche i sindaci del comune di Treia Franco Capponi e di Sant’Ippolito». Per Treia, infatti, il Peba è in fieri, iniziato con una fase ricognitiva dell’area urbana di Passo di Treia, illustrato nel consiglio comunale del 29 dicembre scorso con una programmazione di interventi relativi all’esercizio finanziario del 2018. Per Sant’Ippolito invece, l’impegno è al momento solo generico, con una risposta che si riferisce ai termini e le modalità previsti dalla legge e che illustra le architetture dove le barriere sono state eliminate. Per quanto riguarda il Comune di Fabriano, al Peba sta lavorando l’ufficio tecnico comunale in collaborazione con l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Morea” di Fabriano, con rappresentanti degli studenti e delle associazioni dei diversamente abili della città. Il progetto di collaborazione tra il Comune e l’Istituto Morea è stato presentato a fine novembre 2017. Il primo stralcio del Peba consisterà nella mappatura delle barriere architettoniche, attraverso dati inseriti dagli studenti nella piattaforma informatica open source comunale utilizzata per le analisi geo-spaziali “Map Gentile”. Poi, l’ideazione di soluzioni da finanziare immediatamente. Il primo step riguarda l’area del centro storico, intorno ai Giardini Regina Margherita e al cosiddetto parcheggione, e dovrebbe essere concluso entro la fine di giugno 2018. Biondini dell’Associazione Luca Coscioni fa sapere che valuteranno il da farsi riguardo i mancati Peba degli enti locali, «non escludendo il ricorso alle vie legali».

 

Scuole e Comune per eliminare le barriere architettoniche

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