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Ragazzi presi a sprangate
all’uscita della discoteca:
chiesti 8 anni per gli aggressori

ANCONA - La sentenza il 22 febbraio. Parti civili al processo i due ragazzi di Filottrano che erano stati massacrati per un cellulare fuori dal Miami di Monsano. Una delle vittime ha riportato lesioni permanenti
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Il tribunale

 

Per impossessarsi di un cellulare, avevano picchiato e colpito con una spranga di ferro due ragazzi filottranesi fuori dalla discoteca Miami. Un’aggressione per cui due rom di 21 e 22 anni residenti a Falconara rischiano di subire una stangata dal tribunale. Per loro, questa mattina il pm Paolo Gubinelli ha chiesto una pena di 8 anni di reclusione ciascuno, considerando il rito abbreviato chiesto dalla difesa. La sentenza verrà emessa il 22 febbraio, quando i giudici decideranno anche sul risarcimento chiesto dalle due vittime, rappresentate dagli avvocati Eleonora Giretti e Laura Versace. Entrambi, la mattina del 12 ottobre 2014, erano dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Uno, un cuoco di 21 anni, era stato schiaffeggiato e colpito con un tubo di ferro al collo. L’altro, 25 anni e studente di Biologia, aveva subito varie fratture al volto, tra cui la lesione di uno zigomo, della mascella e una profonda ecchimosi all’occhio sinistro. Alcune lesioni hanno causato danni permanenti, stabiliti da un perito del giudice. Secondo quanto ricostruito, all’aggressione aveva partecipato un branco composto da almeno cinque persone. Solo tre sono finite in aula: un ragazzo, che all’epoca dei fatti era minorenne ed ha quindi affrontato un procedimento davanti al tribunale competente, e i due rom. Entrambi hanno sempre respinto ogni accusa. Fuori dal locale, erano stato il 21enne il primo a subire i colpi della gang. Poi, il pestaggio era toccato al 25enne, arrivato in un secondo momento. “Ero impietrito dalla paura – aveva detto in udienza il più giovane dei filottranesi – e non avevo potuto fare nulla per il mio amico, anche perchè uno del branco mi teneva fermo”. Una volta strappato lo smarthone dalle mani del 21enne (sarebbe stato il minore a farlo), il gruppo aveva lasciato i due amici nel piazzale. Il 25enne erano stato ritrovato in una pozza di sangue, con i segni delle sprangate ricevute su gran parte del viso che, ancora oggi, porta le conseguenze di quella brutale aggressione. In un primo momento erano stati arrestati i maggiorenni, poi i carabinieri di Jesi erano arrivati a bloccare anche il più piccolo del branco.

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