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Ex Metro, nessuno si fa avanti
per la sala culturale
«La prossima giunta tolga il vincolo»

ANCONA – La proprietà Mb conta di concludere i lavori entro il 2018 per completare il recupero dell'ex cinema teatro. Tutti piazzati gli appartamenti, restano sul mercato due uffici e lo spazio pubblico da 500 metri quadri che aveva imposto la Soprintendenza. Ma nessuno lo vuole gestire
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Ex cinema teatro di corso Garibaldi, anche l’ultima vetrina “culturale” del Metro rischia di rimanere spenta. Rinato come centro commerciale, appartamenti e uffici, dopo una condanna all’abbandono durata dal 1993 al 2016 a causa del braccio di ferro tra Longarini e il Comune, oggi a ricordare la funzione originale dell’ex Metropolitan resta solo lo spazio di 500 metri quadri con destinazione culturale a uso pubblico. Lo aveva imposto la Soprintendenza ai beni architettonici, proprio per sottolineare la storia del Metro. Cinquecento metri quadri divisi su tre piani, per un totale di 300 posti a sedere, che di diritto spettano al Comune gratuitamente per 15 giorni all’anno, secondo le convenzioni firmate dalla proprietà. Un vincolo che rischia di lasciare un buco nero nel nuovo Metro, perché nessuno finora si è fatto avanti per gestire la sala. Così la proprietà Metropolitan Building torna alla carica per rimuovere anche l’ultimo paletto posto sulla struttura. “Abbiamo aperto un bando pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse, ma alla scadenza dei termini non abbiamo ricevuto offerte per gestire la sala. Alla giunta che uscirà dalle elezioni chiederemo di togliere questo vincolo” commenta il presidente Mb Mario Campanella. Per stare sul mercato è troppo grande lo spazio di 500 metri quadri, troppo rigidi gli usi e la regola della concessione gratuita di 15 giorni all’anno, per quello doveva essere un caffè letterario o una libreria. Sopratutto ora che il progetto sembra scontrarsi con un altro grande contenitore di corso Mazzini che il Comune vuole rilanciare con il binomio cibo-cultura: il Mercato delle Erbe.

La facciata nobile su corso Mazzini dell’ex Metro, dove si apre lo spazio culturale

Campanella perciò non lo nasconde: passate le elezioni, si tornerà a parlare della rimozione anche di questo ultimo vincolo con il Comune. In futuro quello spazio potrebbe diventare un ristorante o altri negozi. Letteralmente decaduto il vincolo sulla scala interna del vecchio Metropolitan, crollata durante gli anni di incuria, cancellato nel 2012 dalla Soprintendenza e dal Comune anche il vincolo sulla destinazione d’uso e sdoganato il mix di centro commerciale, appartamenti e uffici dietro il pagamento al Comune di 530mila euro di oneri per il cambio d’uso, ecco allora che si apre anche la discussione sullo spazio culturale. La proprietà conta entro la fine dell’anno di concludere e smantellare il cantiere, già venduti sul mercato immobiliare i circa 30 locali tra appartamenti e uffici con tagli da 45, 90 e 140 metri quadri. Tra questa estate e il prossimo autunno la consegna. Già entrati in funzione alcuni studi, tra cui quello dell’avvocato Paoli e del medico oculista Cesare Mariotti. Con la conclusione del cantiere entrerà in funzione anche il garage sotterraneo: 48 posti auto con ingresso in via Castelfidardo. Impossibile la convivenza della viabilità con i banchi del mercato ambulante, il Comune dovrà mettere mano ancora una volta all’assetto delle bancarelle nel tratto di corso Mazzini che corre tra piazza Cavour e il Tribunale.

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