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Rissa in Consiglio,
prognosi di sei giorni
al padre del consigliere Giombi

FABRIANO - Lite in consiglio tra Mauro Giombi, papà del consigliere di Fabriano Progressista e il consigliere Vinicio Arteconi, che avrebbe assestato uno schiaffo al primo. Arteconi si difende: "volevo solo allontanarlo, sono stato vittima di continue provocazioni e offese". La solidarietà del gruppo di maggioranza del M5S a Giombi
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Andrea Giombi a destra in un’immagine d’archivio accanto Arteconi, Fabriano Progressista

 

Scoppia la rissa in Consiglio comunale a Fabriano durante un momento di sospensione dei lavori. È successo ieri, quando dal battibecco tra Vinicio Arteconi, fondatore dell’associazione Fabriano Progressista, e Mauro Giombi, papà del consigliere Andrea Giombi (gruppo consiliare Fabriano Progressista), si è passati alle mani. Il padre del consigliere Giombi dichiara di aver ricevuto uno schiaffo dall’ormai ex compagno di gruppo del figlio Andrea, Vinicio Arteconi. Arteconi si trovava in platea a parlare con un amico quando si sarebbe avvicinato e avrebbe risposto con un ceffone ad un commento provocatorio di Mauro Giombi, critico sulla sua politica condotta finora che ha portato alla divisione del gruppo originario.

Vinicio Arteconi si difende parlando di una carezza provocatoria in risposta al commento ironico di Giombi: “Io non ho dato uno schiaffo a nessuno, tutto questo è una montatura”. Ha detto pubblicamente di non aver avuto intenzione di colpirlo, ma solo di volerlo allontanare. La versione di Mauro Giombi è invece diversa e si appella ai testimoni presenti: “Ho criticato politicamente il dottor Arteconi, facendogli ironicamente i complimenti per aver diviso il gruppo, mi sono sentito arrivare una botta nella metà destra della faccia. Mi sono rivolto al presidente del Consiglio, sono intervenuti anche l’assessore Venanzoni e l’assessore Pascucci che si sono avvicinati, e il consigliere Scattolini, che mi ha dato piena solidarietà. Ci sono i testimoni”.

Vinicio Arteconi parla di provocazioni e accuse che si protraggono da tempo: “Si fa avanti il padre del consigliere Giombi che mi tende la mano, dicendo ‘Hai fatto benissimo, sei stato un genio’, venendo sempre più vicino. Io l’ho solo allontanato, e chi conosce i retroscena della situazione sa quante provocazioni mi sono arrivate. Lui è rimasto lì per una decina di minuti, tra l’altro ci son persone che non hanno visto affatto l’ecchimosi sulla guancia di cui parla”.

Giombi padre ha parlato invece di uno schiaffo ben assestato, tanto da dover andare al pronto soccorso, raggiunto poi dai parenti, dove ha ricevuto 6 giorni di prognosi. “Ho un’ecchimosi sulla guancia. La prognosi dice ‘stato ansioso endoreattivo ed ematoma alla parte destra del viso’, non so come si faccia a parlare di carezza. Io esprimevo un giudizio politico − continua Mauro Giombi − perché Arteconi, che io conosco e con cui ho un rapporto professionale dato che siamo medici entrambi e quasi coetanei, io 68 anni e lui 65, ha distrutto quello che abbiamo costruito insieme in almeno 6 mesi. Chiederò alla Presidenza del Consiglio che il consigliere Arteconi venga sanzionato: è inammissibile la violenza in politica. Non porto risentimento − conclude −, ma pretendo che sia rimarcata la gravità estrema di ciò che ha fatto. Io ho fatto il consigliere comunale 25 anni e non mi è mai accaduta una cosa del genere”. La reazione accesa di Arteconi sarebbe stata innescata anche dalla parola “miserabile” detta a microfono acceso dal consigliere Andrea Giombi, che, riporta il padre, era “riferita alla politica che è stata fatta finora e non alla persona”, mentre il dottor Arteconi la identifica con “la persona” e come conseguenza “di tutte le tensioni che ci sono da mesi”.

Le reazioni politiche continuano poiché il gruppo consiliare pentastellato ha dichiarato la propria solidarietà via social sulla bacheca facebook di Giombi figlio: “Il gruppo M5S vuole esprimere la propria solidarietà al consigliere Andrea Giombi e a suo padre per quanto accaduto ieri sera in consiglio comunale. Senza creare ulteriori polemiche e al di là di tutto ciò che può essere detto non si può non stigmatizzare tali comportamenti che riteniamo inaccettabili”.  Vinicio Arteconi vorrebbe “rendere noto ai loro lettori che forse non conoscono i fatti, quali siano i comportamenti ai quali si riferiscono e il nome della persona che, a loro giudizio, li ha posti in atto. Anche io non intendo fare polemica − ha scritto su facebook il consigliere Vinicio Arteconi − perché è nel pieno diritto del gruppo scegliere i soggetti ai quali esprimere la propria solidarietà, ma chiedo pubblicamente che sia fatta chiarezza sui motivi che sono alla base di questa dichiarazione del M5S, assumendone le responsabilità conseguenze. Fare una condanna generica − aggiunge ancora Arteconi − non ha valore, non si capisce chi ha scritto il post e perché. Io sono un consigliere e queste sono solo strumentalizzazioni”.

(S.B.)

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