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Porto turistico: concessioni contese,
compromesso tra Marina Dorica e
Cantieri delle Marche

ANCONA - Alla società che gestisce il porticciolo spazi per sei anni, all'azienda di Virgili, che avrà sbocco diretto al mare, per 15. Garantiti l'attività sportiva e gli ormeggi di Marina Dorica, Cantieri delle Marche realizzerà un pontile da 40 metri per la costruzione degli yacht. Entro due anni i dragaggi nel porto turistico
giovedì 22 Febbraio 2018 - Ore 19:32
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Marina Dorica (foto d’archivio)

 

 

da sinistra, il segretario generale dell’Adsp Matteo Paroli, l’ammiraglio Enrico Moretti, il presidente dell’Adsp Rodolfo Giampieri, il sindaco Valeria Mancinelli, il presidente di Marina Dorica, Moreno Clementi

 

di Agnese Carnevali

Concessione contesa al porto turistico, Autorità di sistema portuale e Comune di Ancona trovano il compromesso. A fare richiesta per il medesimo spazio nell’ala est del porticciolo sia Marina Dorica – già concessionaria dell’area fino a dicembre 2017 – per l’attività sportiva dei circoli sia il Cantiere delle Marche per sviluppare la sua attività industriale e dare allo stabilimento produttivo un accesso diretto al mare. Richieste ritenute entrambe accettabili dal Comitato di gestione del porto che per evitare guerre ha adottato all’unanimità una soluzione che rendesse compatibili le due richieste.

LE CONCESSIONI. Ai Cantieri delle Marche, come illustra il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale, Matteo Paroli, andrà un’area di 3mila metri quadrati complessiva dello specchio d’acqua antistante per 15 anni, ad un canone di 60mila euro per l’intero periodo. In quest’area il cantiere di Gabriele Virgili costruirà a proprie spese (550mila euro di investimento) una banchina da 40 metri che consentirà l’allestimento di yacht fino lunghi fino a 50 metri. I lavori di realizzazione del pontile inizieranno ad ottobre 2018 per non intralciare la stagione estiva del porto turistico. Obiettivo: arrivare al varo ed alla consegna del K42 in lavorazione, a febbraio 2019 nel proprio specchio d’acqua, senza dover usufruire più del bacino dei vicini cantieri Isa.

Le nuovi concessioni del porto turistico a Marina Dorica e Cantieri delle Marche

Due gli spazi in concessione a Marina Dorica, entrambi per sei anni. Il primo dedicato alle attività sportive veliche di circa 3mila metri quadrati. Il secondo, complessivo di quattro pontili galleggianti destinato all’ormeggio delle imbarcazioni con maggiore pescaggio da diporto nautico, per i primi tre anni avrà una superficie, compreso lo specchio d’acqua, di 5.200 metri quadrati. Per gli ulteriori tre anni, lo spazio verrà ridotto a 3.628 metri quadrati. Per la prima area Marina Dorica pagherà un canone di 3800 euro all’anno per sei anni, per il secondo per i primi tre anni 6800 euro all’anno, per i restanti tre, 4800 all’anno.

«Con la collaborazione di tutti siamo riusciti a conciliare gli interessi legittimi e fondamentali per la collettività di entrambi i soggetti richiedenti − ha affermato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri −. Da un lato l’esigenza di sviluppo dei Cantieri delle Marche che rappresenta un valore aggiunto per il settore della nostra cantieristica, che sta attraversando un momento florido, e dunque per il nostro territorio. Dall’altro, l’aspetto sociale-sportivo e turistico di Marina Dorica, anch’essi in continua espansione». Sulla stessa linea d’onda il sindaco Valeria Mancinelli. «Chi sperava davanti a questa vicenda la solita guerra tra Guelfi e Ghibellini rimarrà deluso. Si è lavorato per risolvere i problemi e garantire interessi plurimi e legittimi, tutti importanti per la città».

I due protagonisti del compromesso, Moreno Clementi, presidente di Marina Dorica, e Gabriele Virgili, proprietario dei Cantieri delle Marche. «Il 31 dicembre scorso le nostre concessioni sulla zona est di Marina Dorica sono scadute non avevamo certezze né diritti acquisiti − precisa Clementi −. Partivamo però dalla richiesta che non fosse pregiudicata l’attività sportiva dei circoli, che non si perdessero gli approdi con il maggior pescaggio che ci garantiscono economia e ricchezza e che si risolvesse il problema dell’insabbiamento del porto turistico. Credo di poter dire che abbiamo ottenuto tutto questo». Attività sportiva – che ogni anno interessa circa 100 ragazzi e che ha fatto di Marina Dorica anche un punto di riferimento di eventi internazionali, dai mondali Orci del 2014 alla tappa del trofeo europeo di Laser del prossimo 31 marzo – dunque, garantita, come i pontili per le barche più grandi. E buone notizie sembrano arrivare anche sul fronte dragaggi. «Entro due anni saranno effettuati» assicura il presidente Giampieri. Resta l’incognita di quello che succederà dopo i primi tre anni di concessione al porto turistico, con il restringimento degli spazi. Problema sollevato da Elio Libri, in rappresentanza della Sef Stamura.

Ha ceduto sui tempi e su una ventina di metri di banchina (la richiesta iniziale era per 57 metri invece degli attuali 40), Gabriele Virgili, «le regole del compromesso − afferma −. Avremmo preferito essere pronti con la nuova banchina già per quest’estate, ma l’importante è che i lavori siano conclusi entro febbraio 2019. La nuova concessione ci permetterà di avere uno sbocco diretto al mare, dando la logica conclusione al nostro progetto industriale». Un progetto che è stato presentato nel dettaglio ai vertici dell’Adsp per ottenere l’ok alla concessione. «Siamo un cantiere giovane, siamo nati nel 2010 − illustra Virgili −, ma solido, occupiamo oltre 300 persone, considerando anche l’indotto, abbiamo contratti firmati per 100 milioni e commesse fino al 2020. Quattro nuovi vari nel 2018 ed altri 4 nel 2020 tutti per yacht da 40 metri».

IL NUOVO PIANO REGOLATORE DEL PORTO. Al riassetto delle concessioni all’interno del porto turistico si aggiunge la riflessione aperta sul nuovo Piano regolatore del porto, che dovrà ridefinire gli spazi dello scalo tra quelli esistenti e quelli da realizzare e la loro destinazione d’uso. «Abbiamo avviato le procedure per la gara per l’affidamento dell’incarico per la stesura del Piano − annuncia Giampieri −. Dopo l’estate presumo si potrà partire».

L’EX SCALO MAROTTTI. È atteso a giorni, invece, il via libera da parte dell’Agenzia del Demanio all’acquisizione da parte dell’Adsp dell’ex scalo Marotti da Rfi, dopo che il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato il suo ok, dopodiché si potrà partire con lo spostamento dei tir in quell’area. Resta da superare l’ultimo ostacolo, lungo 700 metri, ovvero il tratto di strada che dal varco Da Chio arriva allo scalo Marottii. Metri fuori dogana e di viabilità ordinaria. «Si sta mettendo a punto un sistema informatico d’avanguardia per la tracciabilità dei tir senza l’utilizzo di personale e gps», anticipa Giampieri.

INFRASTRUTTURE. Capitolo lavori. Slitta a giugno la conclusione dei lavori alla banchina 22, con un ritardo di circa 4 mesi sulla tabella di marcia a causa di «problemi strutturali emersi in corso di cantiere − precisa Giampieri − impossibili da prevedere prima». Poi la saga infinita dell’ex Bunge, arenata ancora alla bonifica, dopo che la multinazionale che lavorava cereali ha cessato l’attività nel maggio del 2010. Ancora fermi al piano di caratterizzazione, passo propedeutico per stabilire il tipo e l’entità della bonifica. «Ma non siamo fermi − assicura il segretario generale dell’Adsp, Paroli − sono attivi dei pozzi che prelevano l’acqua sotterranea, la filtrano e la immettono di nuovo in mare per far fronte ad eventuali emergenze». Rimane l’incongnita dei tempi ed anche delle sostanze potenzialmente inquinanti presenti nell’area.

 

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