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Trovato ordigno esplosivo
nella villa di un imprenditore

CIVITANOVA - Si tratta di un oggetto usato da bande specializzate per far saltare i bancomat, rinvenuto dai carabinieri nel corso di una perquisizione legata a colpi messi a segno verso sportelli automatici delle banche. Era nella cucina di una dependance. Questa mattina è stato fatto brillare dagli artificieri. Aperta indagine contro ignoti. Il proprietario della tenuta non è stato sentito perché ricoverato a Torrette in seguito ad un malore. VIDEO
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L'esplosione dell'ordigno

L’ordigno

 

di Laura Boccanera

(Foto di Federico De Marco)

Ordigno esplosivo artigianale nella villa dell’imprenditore Fausto Morichetti. Il dispositivo è stato ritrovato nella cucina della dependance nella dimora napoleonica di via Crescimbeni di Civitanova. Sono state necessarie due detonazioni prima di far brillare l’ordigno che è stato rinvenuto dai carabinieri della Compagnia di Civitanova, diretta dal maggiore Enzo Marinelli, durante una perquisizione nella villa. Ancora da ricostruire lo scenario, anche se la bomba fabbricata artigianalmente da professionisti del crimine è identica a quelle utilizzate per far saltare in aria i bancomat nelle rapine.
LA BOMBA – Assomiglia ad una pala per la pizza la bomba che i carabinieri si sono ritrovati davanti perquisendo ieri pomeriggio l’abitazione e che nel gergo viene chiamata “marmotta”: una lunga estremità che funge da carica che arriva al cuore dell’ordigno dove viene messa la carica esplosiva. Infilata nei bancomat questi saltano in aria. Prodotti artigianali, ma costruiti in maniera minuziosa e che potrebbero diventare pericolosi in mani non esperte. La fattura di quello ritrovato porta quasi sicuramente la firma di mani esperte del settore. Gli artificieri dei carabinieri arrivati da Ancona hanno fatto brillare “la marmotta” questa mattina in due momenti distinti, lo scoppio si è sentito fino a diverse centinaia di metri di distanza. Gli artificieri prima hanno tentato di neutralizzarla con una tecnica che funziona nel 90% per i casi di Ied (Improvised explosive device), ma in questo caso il primo tentativo non è stato sufficiente e per aprirla è stato necessario un secondo tentativo. Nella mattinata la via è stata chiusa al traffico e sul posto anche i vigili del fuoco e un’ambulanza per la sicurezza.
LA PERQUISIZIONE – I carabinieri della Compagnia di Civitanova sono arrivati nella villa di Morichetti ieri pomeriggio. All’interno c’erano la moglie e il figlio dell’imprenditore che è stato titolare col fratello Emilio Di Giuseppe (morto nel 2013) dell’azienda di calzature Dgm. I militari hanno effettuato la perquisizione sulla base di alcuni indizi. Il filone di indagine era quello relativo alle rapine ai bancomat avvenute nella provincia di Macerata e non solo nell’ultimo periodo. L’ultima lo scorso 20 gennaio a Porto Potenza nella filiale Ubi di via Livorno, colpo poi sfumato dopo la deflagrazione del bancomat. Nella dependance, che si trova all’interno dei confini della proprietà dell’imprenditore, non abita nessuno. I militari insieme con la scientifica dell’Arma hanno preso le impronte digitali presenti e fatto accurati sopralluoghi, nella cucina hanno trovato la “marmotta”. Data l’ora e le condizioni di luce del tardo pomeriggio non era possibile operare in sicurezza per cui i carabinieri hanno presidiato durante la notte la villa e piantonato l’ordigno in attesa degli artificieri del comando provinciale di Ancona. I resti del dispositivo sono stati poi repertati e verranno inviati al Ris per ulteriori accertamenti. Al momento la denuncia è contro ignoti per detenzione illegale di materiale esplodente. I carabinieri non sono al momento ancora riusciti a parlare con l’imprenditore. Ieri mattina infatti l’imprenditore, che ha 66 anni, si è fatto accompagnare dalla moglie all’ospedale Torrette di Ancona per un malore. E’ rimasto in astanteria nel nosocomio dorico fino a questa mattina in attesa di ricovero.

(Servizio aggiornato alle 17,10)

I carabinieri sul posto

Il maggiore Enzo Marinelli

 

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