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L’ex ministro Clò all’Univpm:
«Migrazioni e cambiamenti climatici
causati dalla povertà energetica»

ANCONA – Alla Facoltà di Ingegneria si è tenuta La lectio dell'esperto di energia ed ex ministro del governo Dini. Dagli accordi di Parigi, fino alla crisi economica delle Marche, tanti gli spunti di Alberto Clò, sempre tenendo al centro la necessità di sviluppo e ricerca in quella che chiama "la lotta alla povertà energetica" (Video)
venerdì 16 Marzo 2018 - Ore 12:35
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Alberto Clò all'Univpm

 

Il clima, l’ambiente e la complessa gestione della transizione energetica. Alberto Clô, uno dei maggiori esperti di energia a livello internazionale, in Aula Magna all’Università Politecnica delle Marche, ha posto diversi punti interrogativi nella sua lectio davanti a studenti e docenti. Clô ha presentato il suo ultimo libro “Energia e clima, l’altra faccia della medaglia” pubblicato da Il Mulino nella collana Saggi. “Dopo l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici non è stato fatto nulla, anzi” – ha esordito Clô che senza regalare ricette ha centrato alcuni punti fondamentali sulla complessa questione dell’energia globale. “Perché non si agisce per l’abbassamento del riscaldamento globale e verso la salvaguardia del pianeta? Siamo disposti a cambiare noi stessi, le nostre abitudini? Siamo disposti ad avere energia in maniera discontinua? Ad accendere la TV solo quando abbiamo elettricità? – ha continuato. Non si pensi che si possano ottenere gli obiettivi di Parigi senza pagare un costo elevatissimo di investimenti ingenti che necessariamente dovremmo sottrarre ad altro. E chi paga? Gli Stati o le imprese? A cosa siamo disposti a rinunciare? Abbiamo pagato 16 miliardi di euro di incentivi sulla bolletta lo scorso anno. Dal 1° gennaio le tariffe sono aumentate del 5% mentre i prezzi si sono abbassati. Perché questa scelta politica non è stata trasparente e condivisa?”. Alberto Clô si è confrontato con l’assessore della Regione Marche Angelo Sciapichetti e con il Rettore Sauro Longhi. “L’energia e l’informazione sono due assi strategici per ogni Paese che pensa di investire nel futuro – ha detto il Rettore. Sull’informazione c’è molta attenzione, meno sull’energia. Dovremmo creare un internet dell’energia che non risolverà i nostri problemi ma alleggerirà la dipendenza. Internet ha cambiato la vita perché ha trasformato i consumatori in prosumer, ovvero produttori e consumatori insieme. Lo stesso modello potrebbe essere adattato all’energia. Dovremmo però essere attenti a chi non ha le nostre stesse possibilità di scelta, penso alla povertà energetica e a chi non ha le risorse”. La presentazione è stata introdotta e coordinata dall’economista di Nomisma Marco Marcatili che ha sottolineato agli studenti come nell’epoca dei “capovolgimenti” è importante farsi animare da punti interrogativi più che da quelli esclamativi: in questo senso il punto non è se essere d’accordo con i cambiamenti climatici e la zero carbon society, ma con quali tempi, investimenti, coscienza comune affrontare questa transizione globale. Sulle Marche Clô, sollecitato da una giornalista, ha detto: “il Piano energetico ambientale regionale è metodologicamente fatto bene e dà la fotografia della crisi economica delle Marche e dell’impatto della recessione, basti vedere come sono crollati i consumi industriali dei trasporti. È possibile riconiugare, per le Marche, il binomio energia e sviluppo? Quali sono i punti di forza nelle Marche? L’energia può costituire un fattore di leva per lo sviluppo delle Marche? Lascio a chi ne ha responsabilità rispondere”. Alberto Clô non si è sottratto al confronto con i presenti in sala, soprattutto ragazzi di Scienze, Agraria e Ingegneria, incuriositi dalle meccaniche che spingono a scelte così importanti come quelle per la salvaguardia del pianeta e ha concluso con una riflessione sulla lotta alla povertà climatica una emergenza attuale per l’equilibrio non solo energetico internazionale.

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