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Mazzetta per aggiustare un
procedimento: maresciallo dei
carabinieri rischia il processo

ANCONA - La procura dell'Aquila, titolare del fascicolo, ha chiuso le indagini per Giovanni Barca, ex comandante della stazione delle Brecce Bianche, finito in arresto la scorsa estate per millantato credito. Per l'accusa, avrebbe fatto credere a un indagato di avere il potere di favorire la sua posizione in cambio di due mila euro
lunedì 19 Marzo 2018 - Ore 18:19
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Il tribunale

 

Avrebbe chiesto due mila euro con la promessa di aggiustare un processo: la procura chiude le indagini che riguardano Giovanni Barca, l’ex comandante della stazione dei carabinieri delle Brecce Bianche, arrestato dai suoi e colleghi la scorsa estate con l’accusa di millantato credito. A decretare la fine dell’inchiesta è stata la procura dell’Aquila, titolare del fascicolo dopo l’incompetenza dichiarata dal tribunale di Ancona. Nel procedimento che vede implicato il militare è infatti coinvolto un pm dorico nelle vesti di parte offesa. Proprio sul sostituto procuratore, secondo quanto raccolto dall’accusa, avrebbe dovuto far pressione Barca per aggiustare un procedimento, arrivato in udienza preliminare, e favorire la posizione di Luigi Catalano, ex titolare dell’azienda edile Edilcost. Era stato l’imprenditore, una volta ricevuta la presunta offerta dal militare, a rivolgersi agli investigatori delle Brecce Bianche e far scattare l’indagine nei confronti del carabiniere. L’arresto era avvenuto in flagranza di reato e aveva portato Barca ai domiciliari, misura poi revocata dal giudice. Dopo oltre sei mesi dall’inizio dell’inchiesta, la procura ha chiuso il cerchio, contestando al carabiniere lo stesso reato per il quale era stato arrestato.

Resta ai domiciliari il maresciallo arrestato per aver chiesto una bustarella

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