“Sei il mio desiderio sessuale”:
condannato lo stalker a luci rosse

Il tribunale di Ancona
L’avrebbe tempestata con sms a sfondo erotico a tutte le ore del giorno per tentare di conquistare la donna che lavorava come barista a pochi metri dalla sua attività commerciale. Voleva fare breccia nel suo cuore, ha invece rimediato una denuncia per stalking. È con questa accusa che un 33enne di Belvedere Ostrense è stato condannato questa mattina a sei mesi di reclusione, pena sospesa. L’uomo dovrà risarcire la vittima, parte civile al processo, con quattro mila euro. Stando a quanto rilevato dalla procura, il 33enne avrebbe iniziato a perseguitare la barista, 36 anni, a partire dal 2015. Lui si era innamorato di lei guardandola dalla vetrina del suo negozio, proprio di fronte al locale dove lavorava la vittima. L’amore, però, non era corrisposto. Lui non si sarebbe dato per vinto e, un po’ per tentare il tutto per tutto, un po’ per vendicarsi del rifiuto, avrebbe iniziato a perseguitarla, sia attraverso appostamenti fuori dal bar, sia con occhiate minacciose da una vetrina all’altra, sia con sms a sfondo erotico dove venivano proclamate le sue abilità sotto le leunzuola. “Sei il mio desiderio sessuale”, “Prima o poi sarai mia”, le avrebbe scritto lui più volte al giorno. A toni hard che non lasciavano nulla all’immaginazione, l’uomo avrebbe alternato frasi di odio: “La pagherai, anche se vado in galera porterò a termine quello che devo fare”. E ancora: “Io mi ammazzo perchè non vuoi stare con me”. Quest’ultima frase sarebbe stata pronunciata dal 33enne sbattendo la testa contro la vetrina del bar della 36enne, più volte scenario delle improvvise incursioni dell’imputato. Alcune scene si sarebbero svolte sotto gli occhi degli avventori del locale. Inizialmente, il pm aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. Poi, il legale della vittima aveva deciso di fare opposizione. E il gip aveva riaperto il caso, spedendo il 33enne a processo. La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Marco Flavio Torelli, impugnerà il verdetto per ricorrere in appello.
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