Fallisce la società, imprenditore
costretto a vivere in camper:
la storia di Massimo

Massimo Gambella
Da imprenditore all’avanguardia attivo nel mondo del fotovoltaico a “nomade” costretto a fare i conti con il fallimento della società e con un processo penale per bancarotta fraudolenta. È la storia del 48enne anconetano Massimo Gambella, la cui società – la Seven 2007 con sede legale a Monsano e una filiale a Civitavecchia – è stata dichiarata fallita dal tribunale nel maggio 2012. Per l’imprenditore, quella data è stata l’inizio di un incubo: da una parte ha dovuto rinunciare a quanto in suo possesso, tra beni mobili e immobili, andando a vivere in un camper comprato da familiari e amici. Dall’altra ha dovuto fare i conti con un procedimento penale per bancarotta fraudolenta, arrivato in dibattimento davanti al collegio penale. “Le cose dono iniziate a crollare – ha detto Gambella – con l’entrata in vigore del decreto Romani nel 2011 che ha abbassato i finanziamenti per chi stava investendo nel fotovoltaico. I creditori hanno iniziato a non pagarmi più e le banche hanno chiuso i rubinetti. A quel punto sono andato in difficoltà. Avevo venti dipendenti e li ho dovuti licenziare tutti. Solo rimasto solo io pensando di far fronte alle criticità”. Invece, si è aperto un abisso con i debiti che hanno portato Gambella al fallimento. In pochi mesi ha perso tutto: i terreni di cui era proprietario e varie unità immobiliari sparse tra le Marche e il Lazio. Ovviamente, anche la sua azienda è finita in mano al curatore che ne ha gestito il fallimento. A sei mesi dalla sentenza del tribunale, Gambella si è ritrovato in un camper, posizionato in una piazzola di Chiaravalle, dove vivono i familiari. A donare il mezzo, i suoi amici con una colletta. Gli stessi che, assieme al padre, gli danno un aiuto economico per tirare avanti. In più, c’è anche il mantenimento da versare all’ex compagna, madre dei suoi figli. Per quanto riguarda il capitolo penale, dove l’ex imprenditore è difeso dall’avvocato Laura Versace, la procura contesta la bancarotta fraudolenta perchè, stando alle accuse, avrebbe distratto per un anno risorse finanziarie per 200 mila euro, distruggendo o occultando le scritture contabili. Nel corso della procedura fallimentare, inoltre, avrebbe distratto altri 66 mila euro attraverso prelevamenti e operazioni bancarie. Il processo, che questa mattina è stato rinviato, continuerà l’11 luglio.
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