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“La Venere di Frasassi”

GENGA - L'appello è rivolto a tutti gli artisti contemporanei di ogni età, per valorizzare l'immagine della Venere paleolitica ritrovata nella grotta della Beata Vergine. C'è tempo per iscriversi al concorso fino al 18 giugno, poi la selezione delle 16 migliori opere che saranno esposte in una mostra fino alla proclamazione del vincitore ad ottobre
mercoledì 11 aprile 2018 - Ore 12:57
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Il tempio del Valadier all’interno della grott della Beata Vergine di Genga

 

di Sara Bonfili

Ritorna il concorso per valorizzare l’immagine della Venere Paleolitica, rinvenuta a Frasassi nella grotta della Beata Vergine. A lanciare la sfida a tutti gli artisti contemporanei, il Comune di Genga, il Museo di Genga “Arte Storia Territorio” in collaborazione con il Consorzio Frasassi e il festival “Lo Spirito e la Terra”.
Il premio si chiama “Dalla Venere alle Veneri” ed è aperto a tutti gli artisti contemporanei senza limiti di età, sesso, nazionalità e a qualsiasi applicazione artistica.

C’è tempo fino al 18 giugno per scriversi al Premio Arte; entro il 25 giugno sarà pubblicato l’annuncio delle 16 opere selezionate ed entro il 9 luglio 2018 la consegna dei lavori selezionati per la mostra. Dal 15 luglio al 21 ottobre le opere selezionate saranno in mostra al Museo di Genga “Arte Storia Territorio” e domenica 21 ottobre sarà proclamato e premiato il vincitore.

La Venere di Frasassi rientra nel gruppo delle Veneri del Gravettiano, figurine femminili a tutto tondo realizzate nel Paleolitico superiore tra 28mila e 20mila anni fa. È stata ritrovata un decennio fa, nel 2007, in una delle Grotte di Frasassi, la grotta della Beata Vergine, durante un sopralluogo archeologico. La Venere di Frasassi è inoltre al centro di uno studio multidisciplinare che coinvolge le Università di Roma, Siena e Ferrara, guidato da Mara Silvestrini della soprintendenza per i Beni archeologici delle Marche. I dati preliminari dello studio sono stati presentati all’ultimo Congresso IFRAO (International Federation of Rock Art Organization) di Tarascon-sur-Ariègeche (Francia).

Come studiato a scuola, le Veneri paleolitiche sono una testimonianza diffusa in questo periodo storico in tutta Europa, da ovest a est. Hanno caratteristiche simili, simboliche ed estetiche: grandi pance e seni, anche e natiche enormi, rappresentano la fertilità e l’abbondanza femminile, legate probabilmente a rituali religiosi, nelle loro forme esagerate, con le gambe a punta e la testa e le braccia accennate. Di solito sono rappresentate erette, e sono diverse dalle Veneri dei periodo successivi.

Da questa – e dalle altre Veneri paleolitiche le cui interpretazioni ed ipotesi di culto sono ancora da scoprire – gli artisti si possono lasciare ispirare, partecipando a questo premio, giunto alla terza edizione, con una singola opera. La scorsa edizione è stata vinta da Danjel Kosma, artista greco-albanese, con una bellissima scultura rappresentante una Venere dalle forme materne e dolci realizzata in legno d’eucalipto.

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