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Video di decapitazioni e tutorial per
costruire bombe: espulso 34enne
Inneggiava all’Isis

ANCONA - L'uomo, di origine marocchina, era arrivato nelle Marche un paio di anni fa, stabilendosi a Cerreto d'Esi, dove vivono alcuni suoi parenti. Per gli inquirenti, che stanno indagando sullo straniero dal 2016, rappresenta un caso di autoradicalizzazione attraverso il quale il nordafricano avrebbe iniziato a simpatizzare per lo Stato Islamico
venerdì 13 aprile 2018 - Ore 15:02
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Un frame del video recuperato dal cellulare del marocchino

 

Nel cellulare video di decapitazioni perpetrate in Siria dal sedicente Stato Islamico e tutorial per costruire bombe artigianali: espulso dall’Italia Rabhi Soufiane, marocchino di 34 anni domiciliato a Cerreto d’Esi. Il decreto che porterà lo straniero nel suo paese d’origine è stato firmato dal ministro Marco Minniti ed eseguito in queste ore i carabinieri del Ros e del comando di Ancona. Il 34enne partirà nel pomeriggio con un volo dall’aeroporto di Bologna per raggiungere Casablanca. L’uomo si trovava nelle Marche da un paio di anni. Si era stabilizzato in provincia per raggiungere i suoi parenti. Avrebbe sempre vissuto in un appartamento che non condivideva con nessuno, mantenendosi con il suo lavoro da manovale, perso nell’ultimo periodo. Le indagini sul marocchino sono partite nel luglio 2016,  a seguito di una denuncia per ricettazione e del sequestro di un cellulare, risultato rubato nella provincia di Macerata. All’interno del dispositivo figurava un video relativo alla decapitazione di un uomo in Siria, eseguita con le modalità tipiche dell’organizzazione terroristica dell’Isis. Nella memoria dell’apparecchio sono emersi altri due video, precedentemente cancellati. Il primo conteneva dettagliate indicazioni per la realizzazione di esplosivo a base di tatp (triperossido di triacetone), sostanza estremamente instabile e largamente impiegata dalle organizzazioni terroristiche , per la facilità di reperimento dei relativi precursori.  Il secondo relativo ad un sermone di propaganda dello Stato Islamico, contraddistinto dal logo del suo outlet mediatico, “alfurqan media”. Rabhi Soufiane aveva anche modificato il suo passaporto,  al fine di ottenere il prolungamento del permesso di soggiorno.

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