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Pesca, le trote cambiano casa

IL RIPOPOLAMENTO ha visto escluse alcune zone come il tradizionale tratto di fiume Esino, nella zona tra Matelica ed Esanatoglia. Lamentele anche per i ritardi da parte di alcuni appassionati
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Pescatori preoccupati per il tardivo ripopolamento dei fiumi nell’entroterra, avvenuto in tratti lontani dai tradizionali luoghi preferiti dai pescatori lungo il Potenza e l’Esino, scomparsi ad un tratto dalle zone dove liberare trote ed avannotti per ripopolare i fiumi. La gestione del settore pesca è passata dalla Provincia alla Regione. Ad essere escluso dal ripopolamento ad esempio il tradizionale tratto di fiume Esino, nella zona tra Matelica ed Esanatoglia, che da circa quarant’anni era soggetto prima dell’apertura della pesca al rilascio dei pesci. Nella precedente stagione di pesca 2017, che tradizionalmente va dall’ultima domenica di febbraio all’ultima di ottobre, non è stato effettuato il ripopolamento, quest’anno le operazioni si sono svolte dalla mezzanotte del 23 aprile alla stessa ora del 28 aprile. In provincia di Macerata il ripopolamento è avvenuto lungo il Chienti (da Serravalle al lago delle Grazie escluso), lungo il Potenza dall’altezza di località Ponte Sant’Antonio a Taccoli di San Severino (all’altezza dell’Assem), lungo l’Esino dalla briglia Gorgovivo in zona Moie di Maiolati a briglia Franciolini in zona Castelplanio. Il ripopolamento lungo il Musone è avvenuto da Chigiano di San Severino al lago di Castreccioni di Cingoli, fino al fosso di Frontale escluso. Rimangono fuori i tratti che nelle zone del Potenza e dell’Esino erano meta di appassionati di pesca, cioè la zona di Castelraimondo e Pioraco, e appunto la zona che dalle sorgenti dell’Esino ad Esanatoglia va sino a Matelica e Cerreto d’Esi, anch’essa abbastanza frequentata per la qualità delle acque.

 

Le operazioni di ripopolamento sono costate circa 76mila euro e sono finanziate con il venti per cento della quota annuale che ogni pescatore paga per il tesserino. Quest’anno a causa del ripopolamento tardivo è stato molto difficile andare a pesca lungo i fiumi e alla tradizionale apertura della pesca, che richiamava numerose presenze, con pescatori da tutte le Marche che raggiungevano le zone dell’entroterra sin dalle prime ore della notte, per prendersi i posti migliori. «Tanti pescatori si sono chiesti perchè le zone più frequentate dell’entroterra siano state escluse dalle operazioni di ripopolamento – spiega Andrea Cipolletta, consigliere comunale di Esanatoglia con delega all’Ambiente ed appassionato di pesca – molti si sono lamentati anche perchè il ripopolamento è stato tardivo, impedendo di fatto la tradizionale pesca lungo i fiumi, la pratica di questo sport pulito ed amico dell’ambiente coinvolge tanti appassionati che da fuori raggiungono le zone dell’entroterra per la qualità delle acque. La pesca conta numerosi appassionati, sono oltre trecento, tra Matelica, Esanatoglia e paesi limitrofi, in questo modo praticarlo diventa sempre più difficile, non si fanno le licenze per i ragazzini che grazie alla pesca riescono a stare in mezzo alla natura, tutto l’indotto dei negozi di pesca della zona è in calo e arrivano meno persone, proprio in quelle zone dell’entroterra che dopo il terremoto hanno bisogno di rilancio. Sarebbe opportuno anticipare il ripopolamento prima dell’apertura della pesca e farlo anche nei tratti in cui prima veniva effettuato».

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