Cgil, Cisl e Uil: «Risposta alle necessità delle popolazioni
colpite dal sisma»
colpite dal sisma»
Scongiurare la stangata, dovuta alla restituzione dell’Irpef e dei contributi sospesi e al pagamento di utenze per le abitazioni inagibili, nelle aree del cratere del terremoto del 2016. Questo il motivo della richiesta formale da parte dei sindacati Cgil Cisl e Uil marchigiani all’Inps e Agenzia delle Entrate regionali per avere una indicazione corretta circa le modalità di restituzione: il rischio, che Cgil Cisl e Uil intendono in ogni modo scongiurare, è che si opti per una restituzione in unica soluzione. Ma anche nel caso sia confermato il pagamento in 24 mensilità, i contribuenti delle zone colpite dal terremoto si troveranno a versare la normale Irpef, la cui riscossione è ripresa da gennaio 2018, maggiorata della rata di restituzione delle imposte sospese. In sostanza per un lavoratore o un pensionato questo significherà pagare ogni mese almeno il 50% in più di imposte sul reddito. Mancano, a detta dei sindacati, indicazioni complete sulle modalità della restituzione da parte dell’Agenzia delle entrate. «Non ci sono codici tributo e modelli per il versamento autonomo delle imposte sospese da parte del contribuente e dalle amministrazioni pubbliche arrivano indicazioni discordanti sulla possibilità o meno di far detrarre direttamente dallo stipendio le imposte da restituire. Ad oggi il dipendente privato e il pensionato non hanno ancora strumenti per comunicare la volontà di rateizzazione, il numero delle rate prescelto e per effettuare i relativi versamenti. Come se non bastasse – dicono i tre maggiori sindacati – il 31 maggio 2018 scade anche la sospensione dei termini di pagamento per le utenze di acqua, luce e gas delle abitazioni inagibili ed entro il 31 agosto i gestori emetteranno per tutti gli utenti del cratere un’unica fattura di conguaglio relativa a tutto il periodo di sospensione e rateizzabile in 36 mesi». Cgil, Cisl e Uil nazionali hanno chiesto quindi al Governo «una riconsiderazione del termine previsto per la ripresa della riscossione. La richiesta considerata congrua dai territori sarebbe quella di dicembre 2018 per l’inizio del versamento attraverso un intervento urgente».
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