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Anziana morta sgozzata,
si indaga per omicidio (Video)

CHIARAVALLE – Il quartiere di via Verdi piomba nell'orrore. La notizia della morte cruenta di Emma Grilli, pensionata 82enne residente insieme al marito nell'appartamento al terzo piano di una palazzina popolare al civico 19, sconvolge la città. Era una donna ben voluta nella zona, appare incredibile che sia stata uccisa. Eppure gli investigatori dell'Arma di Jesi, intervenuti insieme alla Stazione di Chiaravalle e al Reparto Operativo di Ancona, non escludono alcuna pista, neanche quella dell'omicidio
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La palazzina di via Verdi 19, teatro dell’omicidio.

 

di Talita Frezzi

(foto e video Giusy Marinelli)

Erano circa le 11 quando Alfio Vichi, 90enne pensionato della fonderia Rocchetti di Chiaravalle, torna casa dopo il suo solito giretto in bicicletta. Due commissioni veloci, panificio e tabaccheria, un saluto ai soliti amici del bar ma di pochi minuti. Rientra a casa e trova la moglie Emma, riversa sul lavandino con la gola recisa da un taglio profondo. Un lago di sangue, una scena raccapricciante. L’anziana ormai senza vita. Alfio ci ha provato, ha chiamato aiuto. In pochi istanti sono intervenuti la Croce gialla e l’ambulanza dell’Avis di Montemarciano, ma era tutto dannatamente inutile. Emma Grilli era già morta. I carabinieri della Compagnia di Jesi, intervenuti insieme ai militari della locale Stazione e al reparto operativo di Ancona, hanno avviato le indagini del caso. L’uomo, sotto choc, è stato accompagnato alla caserma di corso Matteotti a Jesi per essere sentito come persona informata dei fatti, essendo stato lui l’ultimo a vedere la moglie viva e il primo a ritrovarla cadavere. Coordina le indagini il Pm Paolo Gubinelli. Nell’appartamento sono intervenuti anche il medico legale dottor Marco Valsecchi insieme alla dottoressa Roberta Mazzanti.

Il pm Paolo Gubinelli sul luogo del decesso

«Sono persone così tranquille – dice un ragazzo – insieme alla signora Emma curavamo l’orto dietro al palazzo, un pezzetto per ogni condomino. Era così buona, non ci credo ancora».
Sul luogo della tragedia è accorso anche uno dei figli della coppia, che lavora come corriere espresso. E’ rimasto a lungo nell’appartamento, ha parlato con gli investigatori, che al momento restano chiusi nel più stretto, comprensibile, riserbo. Le indagini sono in corso e non escludono alcuna ipotesi, neanche quella della rapina finita male. «Emma era buona – dice Pietro, un parente – so che il marito era fuori, l’ho incontrato in bicicletta vicino al tabaccaio alle 9,30 e quando è rientrato a casa l’ha trovata morta in quello stato. Potrebbe essere anche stato un ladro, potrebbe essere stata aggredita da qualcuno che voleva rubare in casa…. ma addirittura, potrebbe aver aperto lei la porta al suo assassino. Magari qualcuno che l’ha ingannata, spacciandosi per un postino o che ne so, lei ingenuamente l’ha fatto salire in casa ed è successo tutto. Non so che dire, è una tragedia che sconvolge noi tutti». «So che doveva fare dei pagamenti e aveva ritirato dei soldi, circa 570 euro – dice una vicina – non era una cifra astronomica, ma se qualche malintenzionato sapeva che c’erano dei soldi in casa, magari con le finestre aperte può aver sentito dei soldi….so che forse stamattina Emma doveva pagare una persona per dei lavori credo. Non so come sia possibile tutto questo, è assurdo. Qui nel palazzo sono tutti in buon’accordo, ci si aiuta. E’ assurdo quanto accaduto, c’è qualcosa sotto che non mi so spiegare». 

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