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Punto nascita di San Severino,
disparità di trattamento con Fabriano:
chiesta sfiducia di Ceriscioli

SANITA' - Nel mirino un video pubblicato in questi giorni dal governatore in cui spiega perchè per l'ospedale del Comune montano è stata chiesta la deroga. Il comitato insorge
lunedì 13 Agosto 2018 - Ore 19:35
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L’avvocato Marco Massei, componente del comitato per la difesa dell’ospedale di San Severino

 

Deroga chiesta dalla Regione Marche per il punto nascita di Fabriano, sconcerto del comitato per la tutela e la difesa dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino, il vicepresidente Marco Massei chiede ai consiglieri regionali di avviare la richiesta per la sfiducia al presidente Luca Ceriscioli, nella sua veste di assessore alla sanità. Nel mirino è finito il video che Ceriscioli ha messo sui social, per spiegare che due anni fa la Regione ha chiesto al ministero una deroga per tenere aperto il punto nascita di Fabriano, in cui sono stati effettuati circa trecento parti, numero inferiore al minimo di 500 previsto per legge. Ceriscioli nel video ha spiegato che il reparto garantisce tutti gli standard di sicurezza per mamme e bambini, ma non raggiunge il numero previsto dalla legge, per questo l’ente ha avanzato la richiesta di deroga. Il Ministero della Salute non l’ha concessa, dunque Fabriano dovrebbe chiudere, ma Ceriscioli ha di nuovo scritto al ministero. Il reparto di San Severino è chiuso dal marzo 2016, nonostante il numero di nati fosse ben superiore a 500 la Regione non ha chiesto la deroga. Spiega Massei del comitato settempedano: «Quelle di Ceriscioli sono dichiarazioni sconcertanti, da cittadino marchigiano, sono veramente indignato, umiliato ed offeso. Ritengo che le opposizioni dovrebbero presentare immediatamente in Regione una mozione di sfiducia all’assessore della sanità perché in questo breve video confessa di avere seguito una politica dei due forni, con “figli” e “figliastri”, penalizzando gravemente San Severino, con grave pregiudizio per la parità di trattamento, dato che per noi la deroga non l’ha chiesta, ricordandosi solo ora delle difficoltà del territorio e della montagna».
Massei rimarca il punto di vista del comitato: «Ascoltando il video si comprende in che misura avevamo ragione, al cento per cento, Ceriscioli infatti usa i nostri stessi argomenti, con ciò ammettendo che la chiusura del punto nascita settempedano fu solo una squallida questione politica. Per chi fu presente ad Ancona, due anni fa, queste dichiarazioni rappresentano uno schiaffo in pieno volto. Il confronto lo faremo anche con il Ministro, portando i nostri dati, le richieste inascoltate, i diktat imposti, i silenzi di tutti gli amministratori. Il vicepresidente del battagliero comitato settempedano, chiede al presidente Ceriscioli il confronto pubblico, sulla disparità di trattamento tra San Severino e Fabriano: «Propongo una spontanea interrogazione o interpellanza in consiglio regionale: come mai solo ora, a fronte di dichiarazioni pubbliche di Ceriscioli in cui giurava e spergiurava che non avrebbe chiesto mai alcuna deroga per nessuno, si viene a sapere che per il punto nascita di Fabriano fu chiesta la deroga al governo, mentre per altri punti nascita, con maggiori parti annuali, leggasi San Severino e Osimo, non si chiese, benchè sollecitata pubblicamente a gran voce, alcuna deroga? Attendiamo risposta. Se il presidente avrà coraggio, ne dubitiamo dato che ha cinicamente ignorato 22mila firme di cittadini, siamo disponibili anche ad un confronto pubblico, scelga la sede, il giorno ed il luogo».

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