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‘Dalle Marche alla fine
del mondo’, parte
il tour di Giacomo Medici

ANCONA - Il baritono anconetano affronta il suo quarto viaggio musicale in America Latina, con l'obiettivo di raggiungere la città di Ushuaia
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Dalle città più rappresentative delle Marche fino alla terra del fuoco, in Argentina: è questo il percorso che vede come protagonista il baritono anconetano Giacomo Medici, prossimo a partire per un tour che lo condurrà all’estremo sud del mondo. Impegnato nel mondo dell’opera e noto in Argentina come “l’italiano che canta il tango”, Medici ha da tempo intrapreso la frequentazione del repertorio tanguero a livello concertistico e discografico, riscuotendo successo anche all’estero e nei luoghi stessi in cui il tango è nato. Questo sarà il suo quarto tour in America Latina, con l’obiettivo di raggiungere la città di Ushuaia, definita “la fine del mondo” poiché prossima al circolo polare antartico e ultimo luogo abitato dell’emisfero australe.

“Non vedo l’ora di lanciarmi in questa nuova avventura, che sicuramente si rivelerà per me importante sia dal punto di vista artistico che umano, poiché avrò l’onore di esibirmi in posti che hanno segnato la storia del tango”, ha spiegato Medici, prima di elencare le tappe che percorrerà; “venerdì 31 agosto ci sarà il primo concerto nella città di Buenos Aires, dove rimarrò per circa una settimana. Da lì mi sposterò a Bahia Blanca per cantare al Teatro Municipal, luogo pieno di storia che in passato ha ospitato artisti quali Luigi Pirandello e Carlos Gardel. Il cammino proseguirà poi fino ad Ushuaia. Non credevo che questo mestiere avrebbe potuto portarmi fino agli angoli più remoti del nostro pianeta e sono davvero grato al pubblico argentino per il calore dimostratomi in questi anni, che ricambio mettendo nel mio modo di interpretare il tango tutto l’amore che ho”.

Il recital proposto da Medici conterrà anche alcuni brani italiani della prima metà del ‘900, seguendo una sorta di percorso tematico sulle orme degli emigrati italiani e di quegli artisti che, trasferendosi in Argentina, contribuirono all’evoluzione del tango. Verrà inoltre ricordato lo storico incontro tra Enrico Caruso e Carlos Gardel, emblemi di due culture differenti ma destinati entrambi a cambiare la storia della musica.
“Il tour per me assume un’importanza particolare anche perchè recentemente ho avuto la possibilità di cantare in alcuni tra i luoghi più suggestivi della mia ragione, come la Mole Vanvitelliana di Ancona, le grotte di Frasassi di Genga, Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, Rocca Costanza di Pesaro e l’arena Sferisterio di Macerata, per citarne alcuni. Al pubblico che incontrerò, spesso di discendenza italiana”, ha concluso, “vorrò portare i profumi e le più belle immagini della mia terra; sarà quindi un abbraccio metaforico nel nome della musica e di quei valori che uniscono Italia e Argentina”.

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