facebook rss

La discussa Madonna di ALT
lascia Arcevia

ARTE – L’opera accusata di blasfemia è stata rimossa dalla esposizione di Art[t]cevia, di comune accordo tra i curatori, il sindaco Bomprezzi e lo stesso artista. “La libertà fa paura” commenta la direttrice artistica Laura Coppa
Print Friendly, PDF & Email

 

La Madonna di ALT era rimasta nascosta in attesa che si placassero le polemiche, ma di fronte alla forte contestazione degli arceviesi non c’è stato nulla da fare: la discussa opera è stata rimossa definitivamente dalla XI edizione di Ar[t]cevia a Palazzo dei Priori. Lo comunicano gli stessi organizzatori, parlando di una decisione “presa di comune accordo fra il sindaco di Arcevia Andrea Bomprezzi, la Direttrice artistica Laura Coppa e l’artista ALT”. “Dopo averne bloccato l’accesso pochi giorni dopo l’inaugurazione, l’opera era rimasta collocata nella speranza che, una volta calmate le acque, ne fosse resa nuovamente possibile la visione. Possibilità negata, soprattutto a causa del clamore suscitato fra il pubblico arceviese che, nonostante non abbia visto l’opera contestata, si è prontamente e unitamente sollevato contro quello che è stato percepito solo come un atto blasfemo (ignorando tutto ciò che, realmente, l’opera raccontava). Ritirata da ALT, la ‘Madonna’ è ora in attesa di adozione, dopo le numerose proposte ricevute” si legge nella nota degli organizzatori della manifestazione artistica, che concludono citando le parole dell’avvocato Fabrizio Lemme. “Ai conservatori, tutto ciò che fa pensare, che stimola la riflessione critica, che aiuta a crescere, suona come pericoloso e preoccupante” continua la nota utilizzando le parole di Lemme. “Scegliere significa anche sbagliare, in buona o mala fede. Imporre significa sbagliare sempre, perché determina in altri l’abdicazione alla vita. Si potrà dissentire sulla valenza artistica, ma occorre lasciare agli artisti e agli utenti la libertà, rispettivamente, di esprimersi e di selezionare. La seconda non meno della prima, perché è determinante per la crescita delle coscienze individuali e, dunque, per l’intero tessuto sociale” concludono gli organizzatori. A provocare la reazione dei cittadini era stata l’esposizione dell’icona pop di una Madonna con in braccio un bambino, seppellito sotto ritagli di articoli. Quadro decorato con foglie d’oro, su cui compare una bestemmia da “risolvere” a mo’ di rebus, in un mix di linguaggio verbale misto a quello iconico. Un messaggio ed un’offesa inaccettabile, che aveva spinto l’amministrazione comunale ad esporre un cartello dove si avvisava il pubblico che l’opera avrebbe potuto urtare la loro sensibilità. Un accorgimento che non è bastato per evitare le polemiche, ed era stato il sindaco Bomprezzi a pochi giorni dall’inaugurazione a chiedere espressamente la rimozione del quadro. L’opera era rimasta comunque a Palazzo dei Priori aspettando tempi migliori, che non sono arrivati.

Bufera su Ar[t]cevia: rimossa l’opera di Alt giudicata blasfema da alcuni visitatori

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X