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La musica di Bertoli e la poesia di Hikmet
nello spettacolo-mostra di
Moscatelli e Profiri

SENIGALLIA - Si aprirà questo pomeriggio alla biblioteca Antonelliana la personale del poliedrico artista di Trecastelli. L'esposizione "Rosso Colore", dal titolo di una canzone di Pierangelo Bertoli arricchisce di significati visivi la performance ideata a quattro mani con Marika Profiri "Cavalieri invincibili degli assetati", che unisce ancora la musica del cantautore sassolese alle parole del poeta turco
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Alessandro Moscatelli

 

Si inaugura questo pomeriggio alle 17, alla biblioteca Antonelliana di Senigallia, “Rosso Colore”, la mostra personale di Alessandro Moscatelli, giovane e poliedrico artista di Trecastelli, che sarà visitabile fino al 13 ottobre. Alle 18, lo spettacolo “Cavalieri invincibili degli assetati”, ideato dallo stesso Moscatelli e da Marika Profiri, arricchirà i contenuti dell’esposizione. Mostra e spettacolo sono infatti intrecciati a doppio filo. La mostra “Rosso Colore”, nasce proprio aggiungere una nuova chiave di lettura allo spettacolo “Cavalieri invincibili degli assetati”, unendo il canale visuale della pittura al connubio già esistente fra musica e poesia. Parafrasando il titolo di Pierangelo Bertoli, la mostra “Rosso Colore” pone il colore rosso, già per sua natura intriso di significati (amore, passione, dolore, morte, guerra, sofferenza, colore politico…), come filo conduttore ed elemento narrativo di una storia. L’abbinamento con i testi in prosa di Alessandro Moscatelli creano un rimando diretto ai punti salienti della biografia di Nazim Hikmet e allo stesso modo forniscono il gancio per una delle infinite chiavi di lettura delle opere senza giustificazione. Il rosso si distorce, si declina in sfumature fino ad arrivare ad essere altro: sfiora il giallo e il blu primari, arriva a toccare il suo opposto complementare, il verde; si mescola in sfumature, esplode. Il colore si fa anche materia, sul cartoncino assume spessore e tridimensionalità rispetto al fondo piatto e in questo modo racconta un’altra nuova storia per altri possibili significati. Davanti agli astratti di Moscatelli ognuno può decidere di percorrere la strada indicata dai
testi o di tracciare la sua via, incrociando il vissuto di Nazim Hikmet e Pierangelo Bertoli, o fuggendone.

Lo spettacolo “Cavalieri invincibili degli assetati” ruota, ancora una volta attorno alla figura di Pierangelo Bertoli, cantautore italiano costretto per una vita intera su una sedia, ed a quella di Nazim Hikmet, poeta turco dalla vita mirabolante. Il poeta e il cantautore, oltre ad aver scritto testi di mirabile bellezza, sono accomunati da un destino molto complicato dal quale entrambi hanno saputo trarre spunto e ispirazione per la propria produzione. Per entrambi le difficoltà non sono mai motivo di un lamento senza speranza o di una ostinata rassegnazione, bensì rappresentano lo sprone che porta alla riflessione e a un miglior apprezzamento della vita e delle cose belle che la contraddistinguono. Hikmet in questo processo è del tutto accostabile al Don Chisciotte che lui stesso canta in una sua bellissima poesia definendolo il “cavaliere invincibile degli assetati”, non perché l’idealista stolto che lotta contro i mulini a vento non perda quasi in continuazione contro qualsiasi avversario e qualsiasi difficoltà, ma perché parimenti a Sisifo è sempre pronto a continuare a lottare senza mai darsi per vinto. Lo spettacolo si articola tra le diverse raccolte del poeta e alcune delle canzoni del cantautore sassolese per ricordare a tutti che soprattutto nei momenti di difficoltà si deve mai perdere l’umanità.

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