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Otto anni di botte e minacce,
21enne in carcere per maltrattamenti
alla compagna di 20 anni

ANCONA - Il giovane ora si trova a Montacuto, dopo essere stato raggiunto nella sua abitazione di piazza D'Armi dove stava scontando i domiciliari per rapina. La relazione sentimentale è iniziata quando i due erano ancora minorenni. La convivenza si rivela subito un inferno per la ragazza che in quattro anni finisce una decina di volte all'ospedale a causa delle violenze di lui. Nel 2018 la denuncia ed il via all'indagine che ha portato all'arresto del 21enne
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Otto anni di inferno tra botte, minacce, gelosia cieca e corse al pronto soccorso. Tutto prima ancora di aver potuto spegnere 18 candeline. Otto anni da incubo per una ragazza anconetana, ora ventenne, su cui venerdì mattina è stata messa la parola fine dagli agenti della squadra mobile di Ancona, diretti da Carlo Pinto, a conclusione di una delicata attività investigativa coordinata dalla procura di Ancona. È così che il 21enne, pluripregiudicato, G.S., rom di origine abruzzese, residente ad Ancona, è finito in carcere a Montacuto per  maltrattamenti ai danni della sua convivente. Gli uomini della mobile lo hanno raggiunto nella sua abitazione di piazza D’Armi al Piano, dove vive con la madre, un fratello ed una sorella, e dove stava scontando i domiciliari per rapina.

L’incubo della giovane inizia nel 2010, appena 12enne, quando conosce G. S. Tra i due nasce una relazione sentimentale. Poi la decisione, nel 2013, di andare a convivere, nonostante i due fossero ancora minorenni, a casa di lui, dove abitano anche la madre ed i suoi due fratelli. Ma la vita insieme si rivela per la giovanissima subito un inferno per la gelosia morbosa di lui che sfocia più di una volta in percosse, insulti, minacce di morte. Una quotidianità fatta di violenze e di corse all’ospedale. Fino al luglio del 2017 sono una decina gli accessi al pronto soccorso della ragazza.

Nel 2015 la madre di lei, dopo l’ennesimo ricovero ospedaliero per un pugno in faccia, decide di querelare il giovane, ma ci vorranno altri due anni ed un’altra corsa all’ospedale – dopo essere stata colpita da alcuni oggetti lanciati con violenza contro di lei durante l’ennesimo litigio per gelosia – a convincere la ragazza a lasciare la casa del compagno ed a tornare dalla madre a luglio del 2017. Una separazione che dura però pochi mesi. A gennaio la giovane torna nell’abitazione di G.S. Nei cinque mesi in cui sono stati lontani non si era mai fermata la violenza psicologica del giovane verso la ragazza, assillata di messaggi sui social network e continuamente minacciata di morte.

A gennaio 2018, la ragazza torna a vivere con il 21enne. Ma nulla è cambiato, il copione di botte e maltrattamenti si ripete fino a che, nell’ultima corsa al pronto soccorso, la ragazza ormai ventenne denuncia il suo aguzzino. Parte così l’indagine, coordinata dalla procura di Ancona, e la ricostruzione dell’intera vicenda, che ha fatto scattare le manette per G.S., raggiunto dagli agenti della squadra mobile di Ancona, sezione reati di genere contro le fasce deboli, nella sua abitazione di piazza D’Armi, teatro di quasi dieci anni di violenze, dove stava scontando i domiciliari per rapina . Il giovane è stato condotto al carcere di Montacuto.

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