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Leopolda, Burioni attacca Ceriscioli:
stoccata sul passaggio della delega
alla sanità da Volpini a Talè

POLITICA - Alla kermesse per parlare di vaccini, il virologo originario delle Marche critica la decisione presa dal Governatore. Renzi: «prendiamo le distanze da questa scelta»
domenica 21 Ottobre 2018 - Ore 11:17
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Fabrizio Volpini con Luca Ceriscioli

di Martina Marinangeli

Al governatore Luca Ceriscioli saranno fischiate le orecchie ieri pomeriggio, così come al super renziano consigliere regionale Federico Talè, finiti nel mirino del medico Roberto Burioni dal palco della Leopolda. Invitato da Matteo Renzi per parlare di vaccini, dopo circa 14 minuti d’intervista il virologo di origini marchigiane ha bacchettato il governatore per il passaggio  della delega alla sanità dal medico dimissionario Fabrizio Volpini al geometra Talè. Una scelta da cui anche Renzi ha voluto prendere le distanze. Di certo, non una buona pubblicità a livello nazionale per il Pd regionale, preso come esempio negativo dal popolare e molto social medico.

L’ex premier sembra quasi lanciare un assist a Burioni, quando parlando della battaglia pro-vax portata avanti dai Dem, chiede «quello che pensano grillini e leghisti lo sappiamo purtroppo bene, ma ce l’hai un caso contro il Pd?». Un quesito che apre la strada alla stoccata – decisamente non in punta di fioretto – a Ceriscioli e Talè: «l’estate scorsa è stato organizzato un festival, Ville e Castella, nel quale, a parlare di vaccini, è stato invitato un medico radiato dall’ordine. Nel programma di questo festiva c’era purtroppo lo stemmino della Regione Marche, a guida Pd». In effetti, il Consiglio regionale aveva in un primo momento concesso il patrocinio all’evento, salvo poi revocarlo – con tanto di presa di posizione del presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo -, dopo aver realizzato che avrebbe ospitato il monologo di Dario Miedico, medico antivaccinista radiato dall’Ordine. «C’era poi un consigliere – prosegue Burioni nella ricostruzione -, il geometra Federico Talè, che ha difeso la libertà di parola, come se ci fosse la libertà di dire. per esempio, che le persone con una pelle diversa sono meno intelligenti. Eh no, non c’è la libertà di dire queste scemenze. Questo consigliere ha difeso il festival. Al contrario, un altro consigliere, Fabrizio Volpini, ha difeso fortemente le vaccinazioni. Cinque giorni fa, il presidente Ceriscioli del Pd ha tolto la delega alla Sanità a Volpini (in realtà, per dovere di cronaca, Volpini si è dimesso, in polemica con un ruolo definito ibrido ed inefficace, ndr) e indovina un po’ a chi l’ha data?», chiede il virologo a Renzi che, replica sarcastico: «non me lo dire?». «Al geometra Federico Talè», chiosa Burioni. «E allora noi prendiamo le distanze da questa scelta», mette il punto l’ex premier. Segue applauso del pubblico e cala il sipario sulle Marche.

In un Pd regionale già in crisi d’identità, con malumori interni sempre più evidenti, questo episodio è destinato a produrre molti strascichi. Il tutto, alla vigilia delle primarie che devono eleggere il nuovo segretario marchigiano (2 dicembre) e con le Regionali del 2020 all’orizzonte.

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