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Verso la Camera Unica,
Cataldi ai saluti: «Ecco la nostra dote,
l’ente regionale è la scelta vincente»

ANCONA - L'ultimo presidente della Camera di Ancona traccia il bilancio del suo mandato che si conclude dopo 3 anni (invece dei canonici 5) per effetto della riforma e guarda al futuro dell'ente unico regionale: «I primi tempi sarà necessario abbandonare incrostazioni e campanili del passato, ma la Camera Unica è una grande opportunità per le imprese del territorio». Presidente designato per la Camera regionale, Gino Sabatini, dell'ente di Ascoli. Manca l'intesa sul segretario generale
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Il brindisi di saluto del presidente della Camera di Commercio di Ancona, Giorgio Cataldi

 

da sinistra, il segretario generale della Camera di Commercio, Michele De Vita, e commissario ad acta della camera Unica ed il presidente dell’ente di Ancona, Giorgio Cataldi

 

di Agnese Carnevali

(foto di Giusy Marinelli)

È un saluto senza nostalgia né rimpianti quello del presidente della Camera di Commercio di Ancona, Giorgio Cataldi, a meno di una settimana dalla fine del suo mandato, conclusosi anzitempo per via della riforma camerale che sarà operativa dal prossimo 31 ottobre, quando verrà eletto il nuovo presidente della prima Camera Unica delle Marche. Un Cataldi già proiettato al futuro della Camera, anche se non ricoprirà più incarichi al suo interno. «I primi tempi non saranno facili − pronostica − perché ci sarà la necessità di liberarsi di vecchie incrostazioni del passato, di qualche retaggio campanilistico, ma la scelta di una Camera Unica è vincente. Saremo la quinta come numero di imprese rappresentate (circa 200mila) in Italia ed acquisiremo di certo autorevolezza nel contesto nazionale di Unioncamere. Ancona è stata la prima a scommettere su questo percorso ad un solo soggetto regionale, mentre tutti tentavano di evitare gli accorpamenti».

Insomma: «Fatta la Camera Unica, ora bisogna farla funzionare», afferma Cataldi, parafrasando la nota frase di D’Azeglio sull’Italia Unita. «La transizione è stata gestita bene» sostiene Cataldi. Ma molto del lavoro inizierà dal 1° novembre, una volta insediatosi il nuovo presidente regionale. Almeno su questo nessuna controversia. Il nome c’è ed è stato condiviso da tutte le associazioni di categoria che hanno espresso i candidati del Consiglio. L’accordo è stato trovato sul nome di Gino Sabatini, attualmente presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno. È sul nome del segretario generale che, invece, ancor non è stata trovata l’intesa. «Se si seguirà la logica, considerato che il segretario è il vero motore della struttura, la scelta non è difficile, se invece si vuole seguire la fantasia, tutto può succedere», sottolinea Cataldi, che non si sbottona. La scelta logica a cui pare riferirsi è quella di Michele De Vita, attuale segretario regionale della Camera di Ancona e commissario ad acta, ovvero braccio operativo, della Camera Unica. Intanto, eletto il 31 il nuovo presidente, quest’ultimo procederà alla nomina di un facente funzione. Poi tra il 15 ed il 20 novembre la composizione della Giunta che dovrà poi indicare le modalità di selezione del segretario generale: molto probabile si opti per un bando.

Cataldi, dunque, ultimo presidente della Camera di Commercio di Ancona, fondata nel 1811 da Augusto Elia, lascia l’ente dopo 3 anni e mezzo (invece che i canonici 5, si era insediato il 5 marzo 2015) è il presidente della riforma, un ruolo che ha vissuto senza rimpianti. «Si può sempre fare di più − commenta −, ma il bilancio è positivo». A supporto presenta i numeri. «Abbiamo continuato a fare quello che facevamo, dare sostegno alle imprese, soprattutto le piccole, nonostante una riduzione del 50 per cento del diritto camerale. Solo per il 2018 abbiamo realizzato interventi economici per 2,6 milioni e dal 2015 l’investimento è stato di 8,8 milioni. In dote alla Camera Unica portiamo entrate annuali per 7,6 milioni di euro, un patrimonio netto di 11 milioni, un patrimonio immobiliare di 2,4 milioni oltre un edificio di valore storico come la Loggia dei Mercanti, nonché disponibilità liquide per 7,5 milioni».

Cataldi ricorda poi l’impegno dell’ente camerale per sostenere le piccole e medie imprese nell’internazionalizzazione, grande all’azienda speciale Marchet, nell’innovazione e nella “Quarta Rivoluzione Industriale” con l’istituzione del Punto di impresa digitale (Pid), ma anche con la formazione ed i voucher dedicati proprio alla digitalizzazione delle imprese. Il presidente non dimentica poi di menzionare i progetti di Alternanza Scuola Lavoro (sui quali la Camera di Ancona ha investito circa 120mila euro), vero pallino del suo mandato. E ancora: il supporto alle associazioni di categoria ed il sostegno alle iniziative sul territorio: dal Jamboree a Tipicità in Blu, da Campus World in collaborazione con la Politenica alle fondazioni teatrali.

Nessun pericolo per i dipendenti (70 di cui 60 della Camera di Commercio e 10 in forza all’azienda speciale Marchet) «non ci sono esuberi − precisa Cataldi − e rappresentano un altro valore che portiamo in dote alla Camera Unica» né alcun pericolo di scollamento dell’ente dal territorio «i presidi provinciali rimarranno solo la struttura sarà unica».

Chiusa l’esperienza della Camera di Commercio, Giorgio Cataldi dice di non immaginarsi comunque con le mani in mano. «Manterrò il mio incarico nella Confartigianato e poi mi piacerebbe dare un contributo nel sociale».

 

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