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Combustione illecita
di rifiuti speciali: otto nei guai (Video)

BLITZ dei carabinieri forestali, in tre diverse occasioni, tra Senigallia e Arcevia dove sono stati sorprese persone a bruciarie scarti di varia natura, dalla plastica, al legno trattato fino agli sfalci. Il caso più grave ad Avacelli, dove nel tentativo di ripulire il piazzale di un capannone inutilizzato, sono stati dati alle fiamme circa 80 metri cubi di rifiuti di varia natura
venerdì 23 Nov 2018 - Ore 12:28
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Nei giorni scorsi, i Carabinieri Forestali delle Stazioni di Arcevia, Senigallia e Sassoferrato sono intervenuti, nei Comuni di Senigallia ed Arcevia, in tre diversi episodi di combustione illecita di rifiuti speciali, con sequestri e denunce. Nel primo caso, accertato nel piazzale esterno di un mobilificio, lungo la strada Arceviese, in territorio del Comune di Senigallia, un dipendente è stato sorpreso a bruciare rifiuti speciali pericolosi e non, circa 7 metri cubi, consistenti in scarti di lavorazione del legno, pannelli melamminici, bottiglie in plastica, pezzi di mobilio. Sequestrata l’area interessata dall’abbruciamento illegale ed il cumulo di rifiuti, in parte bruciato illegalmente prima dell’arrivo dei militari. Il dipendente e il titolare del mobilificio sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, per il reato di combustione illecita di rifiuti.

Di proporzioni ben più gravi, quanto scoperto dai militari, dopo qualche giorno, nella frazione Avacelli del Comune di Arcevia, dove nel tentativo di ripulire il piazzale di un capannone inutilizzato, sono stati dati alle fiamme circa 80 metri cubi di rifiuti di varia natura quali teli di plastica, tubi di gomma, sedili di automobili e imbottiture in spugna, rotoli industriali di tessuto, pezzi di ferro e altri rifiuti non identificabili, il tutto frammisto a residui vegetali derivanti da sfalci e potature. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco di Arcevia. I militari hanno quindi proceduto ad ispezionare i locali interni del capannone che sono risultati pieni di rifiuti di ogni genere, tra cui auto in stato di abbandono, residui di lavorazione del legno, pneumatici fuori uso, fusti di olio lubrificante esausto, fusti di solventi, bombole di gas da cucina, rotoli industriali di tessuto, materassi e altri rifiuti per i quali è stata richiesta la caratterizzazione da parte dei competenti organi tecnici.

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Inoltre, all’esterno del capannone è stata riscontrata la presenza di una struttura in legno adibita a abitazione di circa 20 mq risultata al momento priva dei necessari titoli autorizzativi. Cinque soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di gestione illecita di rifiuti realizzata attraverso smaltimento per combustione e deposito incontrollato di rifiuti da parte di impresa. Tutta l’area, lo stesso capannone e la struttura in legno, sono state poste sotto sequestro preventivo. Solo poche settimane fa, in località San Giovanni Battista del Comune di Arcevia, i Carabinieri Forestali avevano accertato un terzo episodio in un terreno privato, dove un cumulo di rifiuti abbandonati, di volume pari a circa 10 metri cubi, composti da mobili, porte, tubi in plastica ed altro materiale edile e vegetale erano stati bruciati illegalmente da un cittadino anch’esso denunciato alla Procura di Ancona per gli stessi reati. Il reato di combustione illecita di rifiuti, inserito nel 2013, a seguito dei noti eventi riconducibili alla “terra dei fuochi”, prevede pene molto pesanti che vanno da 2 a 6 anni di reclusione nel caso di rifiuti pericolosi.

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