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Le auto rubate nella rimessa:
“Sono di un amico mio’”,
ma anche lui finisce nei guai

FABRIANO – Una complessa e articolata indagine della Polizia del Commissariato di Fabriano ha portato alla luce un ‘giro’ di vetture oggetto di furto, anche noleggiate ma non restituite, terminata con la denuncia per associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, di diverse persone
giovedì 6 Dic 2018 - Ore 17:56
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Gli agenti del Commissariato di Ps di Fabriano

Nel corso dell’ordinaria attività di vigilanza del territorio effettuata costantemente sia nel centro di Fabriano che in periferia, la Volante del locale Commissariato, nei giorni scorsi, ha controllato un’utilitaria sospetta in una frazione di Fabriano, che in seguito ad approfondimenti è risultata essere stata noleggiata in Umbria. Qualcosa tuttavia non quadrava. Contattata la ditta che aveva stipulato il relativo contratto, è emerso che la macchina in questione era stata noleggiata nell’estate scorsa per la durata di un giorno, ma, di fatto, non era stata più riconsegnata. Pertanto, al fine di andare a fondo alla questione, i poliziotti chiedevano ai proprietari delle abitazione nelle vicinanze da quanto tempo stesse parcheggiata lì. Uno di costoro, un 50enne del posto, negava di aver mai visto tale macchina, circostanza che risultava in evidente disaccordo con la versione dei vicini. Considerato anche il suo immotivato stato di agitazione, gli agenti operanti, avendo il fondato motivo di ritenere che altre autovetture potessero essere state occultate nella sua autorimessa, per evitare che le tracce e le cose pertinenti al reato potessero essere disperse, alterate o modificate, procedevano alla sua perquisizione. Scrupolosamente nascosta grazie ad un telone bianco e, per ostruirne la visuale, interamente coperta da ventilatori industriali e generatori elettrici vari, si rinveniva, occultata da mezzi agricoli, un’altra autovettura, risultata rubata in zona nel luglio 2018. A quel punto, il dirigente del Commissariato, commissario capo Sandro Tommasi, disponeva l’immediato invio di una task force di una decina di poliziotti specializzati, sia in borghese che in divisa, per l’immediato proseguo delle indagini.

Il dirigente del commissariato Sandro Tommasi

Il 50enne, di fronte all’evidenza dei fatti, confessava di sapere che quelle vetture erano oggetto di furto ma precisava di averle solo parcheggiate nella sua proprietà per conto di un soggetto conosciuto negli ultimi tempi e che si faceva tassativamente chiamare, anche per telefono, solamente “amico mio”. Per dimostrare la bontà della sua versione il 50enne insisteva per contattare “amico mio”, chiedendogli, con una scusa, di venirsi a riprendere le vetture sopra descritte. Dalla telefonata emergeva che il 50enne aveva anche la indiretta disponibilità di altre due importanti autovetture, appartenenti a prestigiose marche automobilistiche, che riferiva aver portato -assieme ad altri- presso l’abitazione di un suo conoscente rumeno, di 30 anni, abitante a pochi chilometri da casa sua. Dopo pochi minuti “amico mio”, verosimilmente insospettito dall’insolita telefonata ricevuta, chiamava più volte il 50enne riferendo con tono inquisitorio, per scongiurare evidentemente la presenza delle forza dell’ordine, che a breve avrebbe mandato qualcuno per recuperare le citate vetture e di tenere, per ciò, le chiavi delle stesse a portata di mano.

Foto d’archivio

In virtù di quanto ascoltato i poliziotti predisponevano un capillare servizio di appostamento ed osservazione, grazie anche all’arrivo sul posto di altro personale, che permetteva di identificare due persone -entrambi quarantenni umbri– che, poco dopo, si erano portati con estrema circospezione presso l’autorimessa del 50enne per prelevare le autovetture in questione. I poliziotti del Commissariato di Fabriano, nel frattempo, si portavano dal rumeno 30enne, residente in una frazione di montagna distante dal centro cittadino, che custodiva -anch’esse abilmente occultate- le altre due “prestigiose” autovetture succitate all’interno della propria autorimessa. Probabilmente sorpreso dall’inaspettato ed immediato controllo “a colpo sicuro” dei poliziotti fabrianesi, spontaneamente ne consegnava le chiavi: le contestuali verifiche effettuate consentivano di appurare che, entrambe, risultavano rubate nei giorni scorsi. In Commissariato taluno dei fermati ha fatto delle parziali ammissioni di responsabilità. Tutti sono stati comunque denunciati per associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione. Proseguono serrate le indagini per capire l’esatta struttura dell’organizzazione criminale ed il suo effettivo volume d’affari. Ovviamente, nei prossimi giorni non si escludono importanti sviluppi e provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Per il momento, quel che è certo è che il valore complessivo delle autovetture sequestrate e restituite ai proprietari, con loro estrema gioia ed esplicita gratitudine per la Polizia di Stato, si aggira intorno ai 150.000 euro.

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