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Banda dei furti in appartamento:
due gli arresti, un denunciato
Catturati dopo un caccia di 24 ore

OPERAZIONE AQUILE NERE - I carabinieri della Compagnia di Camerino avevano avviato una indagine per scoprire gli autori di colpi che venivano messi a segno in provincia da qualche giorno. I malviventi usavano apparecchiature tecniche per sviare i controlli. Ieri la cattura. In manette un 28enne e un 29enne albanesi. Denunciato un 44enne che vive nel Fermano e che ieri aveva raggiunto i due arrestati con un'auto. Il senatore Paolo Arrigoni (Lega): «Grazie ai carabinieri, anche a nome del ministro Salvini». La ricostruzione delle ultime ore di fuga
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Da sinistra Renato Ventrone, comandante della stazione di Castelraimondo, il capitano Roberto Cara, comandante della Compagnia di Camerino, e Nicola Pagano, comandante della stazione di Fiuminata

 

di Monia Orazi

Una denuncia e due uomini in manette. Si è conclusa così l’indagine “Aquile nere” dei carabinieri che per 24 ore hanno inseguito una banda di uomini ricercati per furto e che martedì avevano forzato un posto di blocco a Fiuminata. Una operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Camerino che si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri a Castelraimondo con la cattura di tre malviventi: si tratta di due albanesi, Eltin Tota, 28, Elton Brahelka, 29 (entrambi arrestati), e di e un italiano di 44 anni che vive nel Fermano (denunciato) che ha raggiunto i due uomini ieri a Pioraco con un’auto sulla quale poi sono stati tutti catturati.

Arnesi da scasso e oggetti rubati

I due albanesi sono ritenuti autori di furti in appartamenti in tutto il Maceratese, nella zona del cratere, e nel centro nord Italia. Ma l’indagine nasce alcuni giorni fa, il 12 dicembre, dopo la segnalazione di un furto: i militari hanno svolto accertamenti che hanno consentito loro di individuare una banda di malviventi che, utilizzando un’Audi A4, risultata rubata a Varese nel luglio scorso, compivano furti in provincia.

Alle prime attività di indagine di carattere tradizionale i carabinieri hanno affiancato ulteriori iniziative investigative per dare un nome ai tre malviventi. I militari hanno ricostruito il modus operandi della banda che aveva dei ben collaudati meccanismi e una non comune scaltrezza nell’operare.

Il piazzale dove sono avvenuti gli arresti

Colpivano dopo aver svolto accurati sopralluoghi e agivano con diversi strumenti da scasso e attrezzatura tecnica come jammer e apparati radio (per non essere individuati con l’esame di tabulati e celle telefoniche) e auto veloci. Martedì però le cose sono precipitate per i malviventi, Quel pomeriggio a Esanatoglia durante il corso di controlli mirati, i carabinieri della Compagnia di Camerino, dopo essere intervenuti in un’abitazione dove poco prima c’era stato un furto, avevano intercettato a Fiuminata l’Audi A4 usata dai due albanesi. I malviventi avevano forzato il posto di blocco ed era nato un inseguimento rocambolesco che si era concluso in località Quadreggiana, a Fiuminata, dove i malviventi avevano abbandonato l’auto dopo aver perso il controllo della vettura per poi fuggire a piedi nelle campagne. Due in quel momento i fuggitivi e non tre come sembrava all’inizio. Nell’auto i carabinieri hanno trovato parte della refurtiva del colpo messo a segno a Esanatoglia, altri oggetti d’oro (la cui provenienza è in corso di accertamento), arnesi da scasso (frullino, mazza ferrata, piede di porco, cacciaviti ed altro). La cattura poi è avvenuta circa 24 ore dopo, a Castelraimondo.

Arnesi da scasso

I due albanesi sono professionisti e pendolari dei furti, che compivano anche in altre zone d’Italia. Brahelka è stato raggiunto questa mattina, da un’ordinanza di custodia cautelare emessa da tempo su di lui, dal tribunale di Verona, per furti, rapine e ricettazione. Entrambi risultano residenti in Albania e senza fissa dimora in Italia, vivevano appoggiandosi di volta in volta, a diversi connazionali, nelle diverse regioni italiane. L’Audi rubata a Varese era equipaggiata con una serie di targhe, italiane e tedesche, anch’esse risultate rubate. Una volta arrestati non hanno fornito nomi e cognomi ma alla fine le indagini dei carabinieri hanno permesso di identificarli e risalire anche alla filiera di furti di cui sono ritenuti responsabili, sia nella zona della Compagnia carabinieri di Camerino, che nel resto della Provincia. Ha destato particolare preoccupazione nei militari il furto a San Severino, in cui sono state rubate delle armi, si temeva che potessero averle con loro. Questo ha imposto ai militari una particolare cautela e l’utilizzo di armi e metodi per evitare di rischiare la loro stessa incolumità. Quando si sono sentiti braccati, alla rotonda che divide la provinciale 361 dalla 256, nei pressi di Torre del Parco, mentre l’autista italiano vedendo l’insolita presenza di auto ha detto loro che qualcosa non quadrava, i due albanesi gli hanno chiesto di accelerare e tirare dritto.

I carabinieri però li avevano preceduti, appostandosi nei pressi della rotonda, proprio perché in quel punto l’Audi A4 rosso bordeaux, guidata dal fermano, sarebbe stata costretta a decelerare. Una scelta che si è mostrata decisiva. I militari li hanno circondati e fermati, con le armi in pugno. I due vistisi senza scampo, hanno opposto resistenza, ferendo due carabinieri, che hanno riportato ciascuno una prognosi di tre giorni. Dovranno rispondere di furto aggravato in concorso, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, oltre al porto abusivo di armi. Per ora sono in stato di fermo, nel carcere di Montacuto. I carabinieri lanciano un appello a chiunque abbia subito furti, a farsi avanti, perchè stanno tentando di risalire ai proprietari della refurtiva trovata nell’Audi. Per chiudere il cerchio sui malviventi, quella avvenuta tra la serata di martedì e le successive 24 ore, sino all’arresto di ieri alle 18, è stata una gigantesca operazione di rastrellamento, con oltre venti militari delle diverse stazioni della compagnia, impegnati in montagna, tra il gelo e mezzo metro di neve. A Bivio Ercole l’Audi si è schiantata, i due sono scappati in mezzo alla neve, lasciando preziose tracce, seguite dai militari.

Al mattino sono stati trovati in un casolare di Monte Vermenone da un anziano cacciatore di Fiuminata, al quale uno di loro ha offerto cento euro per il disturbo. Hanno dormito su delle brandine, mangiando noci e mele che l’uomo aveva lasciato nel casolare. L’anziano non ha ceduto all’offerta, avvisando i carabinieri, che hanno ristretto le ricerche tra Pontile e San Cassiano. Scesi dalla montagna nell’abitato di Pioraco, i due sono stati fatti salire dall’italiano nell’Audi, prima del blitz definitivo in cui sono stati catturati. Secondo quanto ricostruito, in zona hanno compiuto un primo furto il 12 dicembre scorso a Castelraimondo, sorpresi dalla padrona di casa con il figlio appena rientrati, sono saltati da un terrazzo a tre metri di altezza. Lo stesso giorno un altro furto si è verificato a Matelica, il 16 dicembre due a San Severino, il 18 gli ultimi colpi ad Esanatoglia, dove testimoni hanno riferito di aver notato l’auto sospetta. La vettura entrava sempre dalla zona di Fabriano, proseguiva per Camerino, Matelica, Castelraimondo, Esanatoglia, sempre lo stesso giro, la presenza alcuni giorni prima dei furti per sopralluoghi, da questi spunti sono partite le indagini che hanno avuto la brillante conclusione di oggi. Non si escludono ulteriori sviluppi, per ricostruire se i due siano responsabili di altri colpi. Nel complesso: due i fermi, uno per il 29enne Brahelka, l’altro per il 28enne Tota, che sono stati portati in carcere a Montacuto di Ancona. Entrambi sono ritenuti responsabili di 3 furti in abitazioni compiuti nel pomeriggio di martedì a Esanatoglia e di ricettazione dell’autovettura che avevano abbondonato sempre martedì. Denunciato il proprietario e conducente dell’Audi A4 rosso amaranto. G. F., 44 anni, italiano, residente nel fermano, in quanto a seguito di perquisizione del veicolo deteneva, senza giustificato motivo, un coltello a serramanico di genere proibito. 

 

Paolo Arrigoni

Il senatore Paolo Arrigoni della Lega si è complimentato per gli arresti. «Grazie ad una brillante operazione dei carabinieri della Compagnia di Camerino nella giornata di ieri sono stati assicurati alla giustizia tre ricercati – dice il senatore della Lega –, sospettati di essere gli autori di numerosi furti nel Maceratese. Per conto delle istituzioni e anche a nome del ministro dell’Interno Matteo Salvini, desidero esprimere al capitano della Compagnia di Camerino Roberto Cara e ai suoi uomini il mio più sincero ringraziamento e complimentarmi per la brillante operazione che è stata portata a termine. Soltanto la grande tenacia di questi uomini in divisa, che non hanno esitato ad inseguire i malviventi a piedi nella neve, ha permesso di catturare tre individui indubbiamente pericolosi e che avrebbero messo a segno altri furti». Arrigoni sottolinea anche che «ancora una volta l’Arma ha lavorato efficacemente per garantire la sicurezza di tutti noi. A loro, dunque, non posso che ribadire i miei sentimenti di stima e ammirazione, e l’impegno da parte della Lega di dare opportuno compimento, anche nel territorio marchigiano, alle politiche volute dal ministro Matteo Salvini ed in particolare alla necessaria, concreta, vicinanza al servizio delle nostre forze dell’ordine».

(Servizio aggiornato alle 15,25)

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