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Parco del Conero,
il braccio di ferro sul nuovo direttivo
arriva in Consiglio regionale

AMBIENTE – Domani la proposta di legge che riforma la governance dell'Ente verrà votata in Aula. Già pronti diversi emendamenti per riportare il numero dei membri da otto a dieci, come previsto dalla pdl inizialmente licenziata dalla Commissione Ambiente
lunedì 4 Febbraio 2019 - Ore 20:52
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Domani andrà in onda l’ultimo episodio di una saga iniziata a fine 2017, quando l’Ente Parco del Conero venne commissariato per effetto di una delibera di giunta regionale. Un provvedimento che sarebbe dovuto durare solo qualche mese e invece non è bastato un anno per poter mettere la parola fine. Prima dei titoli di coda, però, c’è l’ultimo ciack, quello che verrà battuto in Consiglio regionale domani, quando l’Aula sarà chiamata ad esprimere il proprio voto sulla proposta di legge 223 che riforma la governance del Parco.
Il testo che arriverà sui tavoli dei consiglieri prevede un direttivo a otto, composto da un rappresentante della Regione, uno per ciascuno dei quattro comuni ricadenti nell’area (Ancona, Sirolo, Numana e Camerano), ed uno rispettivamente per le associazioni ambientaliste, il comparto agricolo e gli operatori turistici. Direttivo ristretto da sempre invocato dai primi cittadini, la cui linea è stata alla fine fatta propria anche dalla Regione.
Spetterà poi a palazzo Raffaello nominare il presidente – su suggerimento del direttivo – che potrà essere anche esterno.
Una pdl dalla lunga gestazione che ha già sollevato diverse contestazioni, soprattutto da parte delle associazioni ambientaliste, che si sono viste sottrarre un componente nella versione finale della pdl, sbilanciando così la governance dell’Ente a favore dei Comuni, secondo il oro punto di vista. Nella prima versione licenziata all’unanimità dalla Commissione Ambiente a settembre, infatti, il direttivo contava 10 membri (era compreso anche un rappresentante dell’Università Politecnica delle Marche).
Ma ci sono anche alcuni consiglieri regionali tra le fila di coloro che non hanno apprezzato il dietrofront della Commissione, alla fine piegatasi al diktat dei sindaci.
In primis Sandro Bisonni (Gruppo Misto) – unico commissario a votare contro il testo definitivo della pdl – che ha da subito annunciato un emendamento per riportare il direttivo a dieci membri. Stessa misura adottata dal Movimento 5 stelle, che domani presenterà un emendamento con la stessa richiesta.
Il capogruppo Art1-Mdp Gianluca Busilacchi, invece, ne ha depositati due: il primo, in cui chiede il reinserimento nel direttivo del rappresentante dell’Università, per un totale di nove membri; il secondo, per far sì che a nominare il presidente sia l’Assemblea legislativa e non la giunta regionale.
Nel licenziare la pdl, il presidente della Commissione Ambiente Andrea Biancani aveva sottolineato che il testo era aperto ad eventuali modifiche una volta approdato in Aula: domani verrà stabilito una volta per tutte quale linea la spunterà.

(Ma. Mar.)

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