di Gino Bove
A Sirolo e lungo la costa del Conero, fino a Portonovo, torna alta l’attenzione sull’erosione delle falesie e sul consumo progressivo delle spiagge dopo le ultime mareggiate. Un fenomeno che, con l’avvicinarsi della stagione estiva e la preparazione degli stabilimenti, rischia di avere effetti concreti sulla fruizione degli arenili e sulla sicurezza dei tratti più esposti come San Michele e Sassi Neri, già segnati in passato da criticità.
La situazione è stata oggetto di un sopralluogo istituzionale con il sindaco Filippo Moschella e gli assessori regionali Tiziano Consoli e Giacomo Bugaro, esteso anche all’area di Portonovo. Consoli ha descritto un quadro complesso, legato a un rischio idrogeologico strutturale: «La falesia è sottoposta a un processo continuo che richiede interventi su più livelli, sia per difendere la costa dall’azione del mare sia per contenere il dilavamento della parete rocciosa». L’assessore ha parlato della necessità di soluzioni integrate e condivise: «Dobbiamo intervenire con progettualità che impattino il meno possibile, ma allo stesso tempo tutelino sicurezza e territorio, perché sopra la falesia vivono comunità che non possono essere esposte a rischi che non vogliamo far diventare situazioni tipo Niscemi».
Dal punto di vista tecnico ed economico, Bugaro ha confermato l’avvio di un percorso di approfondimento regionale: «Dopo il sopralluogo con il Comune e la struttura tecnica, nel prossimo assestamento di bilancio verranno stanziate risorse per uno studio complessivo sul fenomeno erosivo». L’analisi riguarderà Sirolo e Portonovo con l’obiettivo di costruire una strategia unitaria di intervento.
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