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‘Ancona porto aperto’,
in centinaia alla manifestazione
contro il Decreto Salvini (Video)

IL CORTEO HA SFILATO da piazza della Repubblica al porto per protestare contro le mosse del Governo in fatto di immigrazione. «Siamo qui per dire che non tutta l'Italia è d'accordo con il decreto, una vera e propria legge di apartheid» hanno affermato gli organizzatori della manifestazione, promossa da varie sigle raccolte nel Movimento Antirazzista Marche. I partecipanti hanno sfilato con cartelli, bandiere e coperte isotermiche dorate, poi appese alle ringhiere dello scalo
sabato 9 Febbraio 2019 - Ore 15:52
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Il corteo in sfilata al porto

La manifestazione al porto

 

di Marco Benedettelli

Contro un Decreto sicurezza che porta solo illegalità, esclusione sociale e mette le persone in condizione di non vivere una vita nel segno della legalità. Anche ad Ancona oggi si è manifestato, in segno d’opposizione alla legge su immigrazione e sicurezza varata dal Governo lo scorso novembre. In circa quattrocento – secondo gli organizzatori – si sono radunati in piazza della Repubblica, per poi sfilare in un breve corteo fino alle barriere del porto. Simbolo della manifestazione sono state le coperte isotermiche. Ovvero quei teli, dal colore esterno dorato e luccicante, con cui si scalda chi è salvato in mare e strappato dal gelo del naufragio. La manifestazione “Ancona porto aperto”, è stata organizzata dal Mam, Movimento antirazzista marchigiano, rete di sigle, collettivi e di singole individualità, che fanno riferimento agli ideali dell’attivismo di sinistra. L’iniziativa nasce dopo la manifestazione del 10 novembre a Roma, quando 100mila cittadini hanno manifestato contro il Decreto Salvini. E si inserisce in una settimana che per le Marche è di intensa mobilitazione. Domani a Macerata lo stesso Movimento antirazzista marchigiano darà vita ad un assemblea nazionale per l’anniversario della grande, e storica, manifestazione che il 10 di febbraio di un anno fa ha sfilato a Macerata, dopo l’attentato terrorista ad opera di Luca Traini. Questo il richiamo ribadito dagli organizzatori della manifestazione, negli interventi al microfono sulle scalinate del palazzo della Rai di piazza della Repubblica: «Come realtà territoriali facciamo appello a tutte le persone, a tutte le realtà collettive a mobilitarci, insieme: per fermare l’attacco ai rifugiati e alle Organizzazioni umanitarie, salvare le persone che attraversano il Mediterraneo, assicurare lo sbarco immediato di tutte le persone che vengono salvate e impedire che vengano riportate nei campi di concentramento in Libia; per il ritiro della legge “immigrazione e sicurezza”e della Legge Bossi Fini; per una nuova Legge sull’immigrazione che preveda l’ingresso regolare dei migranti; per l ‘accoglienza e regolarizzazione per tutte le persone migranti; per la costruzione di reti di solidarietà attiva che si oppongano all’esclusione sociale; per la difesa del sistema di accoglienza diffuso e contro l’apertura dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr); contro ogni forma di razzismo, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione». Erano presenti alla manifestazione anche diversi richiedenti asilo. Fra questi, in molti parte dell’Ambasciata dei diritti di Ancona, come un ragazzo arrivato su un barcone dal Mali, che ha spiegato: «vivo a Torrette, in un appartamento insieme altri sei richiedenti asilo, con un progetto d’accoglienza. Ora ho il permesso di soggiorno per motivi umanitari, ma non mi verrà rinnovato. Il decreto sicurezza ha cambiato tutto. Non potrò più accedere al progetto Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati per l’accoglienza integrata, ndr) , sto cercando lavoro ma non so come andrà a finire la mia situazione. È tutto molto confuso». La mattinata si è conclusa con un atto di protesta simbolica. I manifestanti hanno appeso le coperte isotermiche, e lo striscione “Ancona porto aperto. #Indivisibili” sulle grate delle barriere del porto presso la banchina Nazario Sauro, ribadendo nel succedersi degli interventi al microfono: «Abbiamo scelto di manifestare al porto di Ancona, simbolo della città e luogo dove si registrano i respingimenti dei rifugiati che cercano di entrare in Europa e dove tanti ragazzi senza nome, hanno perso la vita schiacciati dai tir dove erano nascosti».

(foto di Giusy Marinelli)

 

 

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