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Ospedale di Torrette,
stabilizzazioni con retrogusto amaro
Sindacati in rivolta

SANITA' – Mentre l'Azienda annuncia la prima infornata di 49 ex precari, diretta conseguenza dell'approvazione del Piano triennale del fabbisogno 2018/2020, le sigle tornano sul piede di guerra per l'annosa questione dei fondi contrattuali, rimpolpati con quelli del personale. «La sanità non si può fare risparmiando sul personale»
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L’ospedale regionale di Torrette

 

 

Ad ogni buona notizia, ne corrisponde una cattiva uguale e contraria. O almeno è quello che sembra accadere sulla questione del personale nell’Azienda Ospedali Riuniti di Torrette. Se da una parte arriva l’annuncio, da parte della Direzione, della stabilizzazione di 49 precari, diretta conseguenza dell’approvazione del Piano triennale del fabbisogno 2018/2020 con delibera di giunta del 13 febbraio, dall’altra i sindacati sono tornati sul piede di guerra per l’annosa questione dello splafonamento dei fondi contrattuali. Ma procediamo per ordine.
Ieri, è partita la prima infornata di ex precari – 15 medici, 25 Operatori Socio Sanitari, cinque infermieri e quattro psicologi –, tra coloro che, alla data del 31 dicembre 2017, avessero lavorato per almeno tre anni, anche non consecutivi, negli otto anni precedenti. Nel corso delle prossime settimane, inoltre, si concluderà l’iter con l’avvio delle procedure per altre quattro figure professionali, ovvero un medico, due biologi ed uno psicologo.
Una buona notizia, appunto, a cui però fa da contraltare un problema per il quale non si vede soluzione all’orizzonte. Mentre continua il confronto sul tavolo regionale per l’applicazione del nuovo Ccnl, le segreterie regionali Fp Cgil e Uil Fpl chiedono un riscontro concreto dalla giunta su come intenda intervenire «sulla questione dello splafonamento (di oltre 9 milioni di euro dal 2006 al 2017) dei fondi contrattuali, avvenuto agli Ospedali Riuniti e rimpinguati con i fondi del personale del comparto. Dopo l’audizione avuta con la Commissione sanità il 10 gennaio, a tutt’oggi, non ci sono state date né risposte e né soluzioni da parte della Regione. Non vogliamo pensare – commentano le sigle – che il governatore e tutta la giunta abbiano di fatto voluto e permesso all’Azienda di Torrette di ripianare i costi dei servizi ospedalieri con i Fondi del personale dipendente. Sarebbe una violazione gravissima dal punto di vista contrattuale, gestionale e politico». Nel frattempo, il continuo ricorso allo straordinario, genera altro splafonamento a carico dei dipendenti, in un cortocircuito senza fine. «Intanto però – puntano il dito – la Regione premia i Direttori dell’Azienda Ospedaliera con premi di risultato per l’anno 2016 che vanno dai 28.416 ai 16.272 euro annui. La sanità non si può fare risparmiando, ma investendo sul personale».
Per la Fp Cisl Marche, inoltre, «è fondamentale che la Regione riconosca risorse aggiuntive per Torrette, tenendo conto che deve assolvere sia al compito di ospedale regionale per le alte professionalità, sia quello di ospedale di rete per Ancona in attesa del nuovo Inrca. Ci attendiamo, dalla riunione del 28 febbraio in Regione, adeguate risposte a queste tematiche perché è inammissibile che sulla pelle dei lavoratori, senza integrazioni del fondo produttività, si garantiscano servizi h24 che hanno necessità di maggior personale meglio pagato».

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