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I Modena City Ramblers
e Ottavia Piccolo
premiati al Premio Anpi ‘Fabrizi’

OSIMO - Al teatro La Nuova Fenice, il prossimo 28 Aprile, la quindicesima edizione dell'evento nazionale. Altri riconoscimenti andranno a Jole Mancini, Enrico Calamai, Gino Murgi e ad Amnesty International Italia
mercoledì 24 Aprile 2019 - Ore 15:12
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Il teatro La Nuova Fenice di Osimo

I Modena City Rambles

 

Un traguardo non scontato quello delle 15 edizioni del Premio Nazionale “Renato Benedetto Fabrizi” di Osimo. Un riconoscimento nato con l’intento di premiare partigiani e storici locali che ha invece dimostrato la sua forza e le sue potenzialità valicando i confini della regione fino a diventare un simbolo del nuovo impegno dell’Anpi nella trasmissione della memoria e dei valori alle nuove generazioni. Il Fabrizi vuole infatti premiare quelle personalità che quotidianamente attuano e danno forma a quei principi e quei valori che sono pilastri della nostra Carta Costituzionale. Al centro dell’impegno che questa sezione si è assunta con la conferenza d’organizzazione, tenutasi a fine gennaio, c’è la volontà di ridare voce ad un metodo differente di fare politica rispetto a quello attuale, basato sul confronto delle idee e non sul discredito dell’avversario, su un linguaggio rispettoso dei ruoli e dei cittadini, tutti nessuno escluso, e soprattutto sul rispetto delle istituzioni repubblicane. Gli emeriti di questa edizione rappresentano e incarnano al meglio lo slogan che l’Anpi ha coniato per il 2019 e che campeggia sulle proprie tessere: “l’umanità al potere”. Domenica 28 aprile a partire dalle ore 17 calcheranno il palco del teatro La Nuova Fenice: Jole Mancini, Enrico Calamai, Gino Murgi, Ottavia Piccolo, Amnesty International Italia e i Modena City Ramblers.

Jole Mancini, partigiana romana, 99 anni, è testimone delle torture perpetrate dai nazisti ai danni dei carcerati in via Tasso; da 75 anni testimonia con tutte le proprie forze il valore della libertà e la fermezza della sua scelta di staffetta di non rivelare i nomi dei suoi compagni, compreso suo marito, nonostante gli interrogatori che subì da parte di Eric Priebke. Molti hanno accomunato la storia di Enrico Calamai a quella di Oskar Schindler: Calamai, giovane vice console a Buonos Aires durante il golpe di Videla, riuscì, così come tentò di fare già precedentemente nel Cile di Pinochet, a mettere in salvo più di trecento perseguitati politici dal regime militare sottraendoli ai così detti voli della morte, rischiando esso stesso la propria vita.

Ottavia Piccolo

Gino Murgi è il sindaco di Melissa, comune del crotonese, già terra di lotte contadine nel lontano 1949 quando i contadini cominciarono a chiedere il rispetto del provvedimento ministeriale che assegnava loro parte delle terre incolte dei proprietari latifondisti, pretendendo solo “pane e lavoro”. Il prezzo pagato per quelle rivendicazioni fu l’uccisione di tre giovani manifestanti il 30 ottobre ’49 da parte della polizia. E i cittadini odierni di Melissa, che portano sulle proprie spalle il peso di quella storia, non hanno esitato a soccorrere, con a capo il loro sindaco, il 10 gennaio scorso, in piena notte, chi oggi chiede un futuro, proprio come i loro padri anni prima, aiutando un barcone di curdi che stava affondando davanti le loro coste. A bordo circa 150 persone tra cui alcuni bambini e un neonato di 3 mesi: tutti salvi grazie alla generosità dei melissesi. Ottavia Piccolo e i Modena City Ramblers sono i cantori del nostro tempo, a dimostrazione che i valori e le storie, per non cadere nell’oblio, hanno bisogno di simboli per essere trasmessi di generazione in generazione, e quei simboli sono le note delle canzoni dei Modena o il teatro impegnato della Piccolo.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Questo il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ma questi altri non sono che i principi che sancisce anche la nostra costituzione e sono quelle stesse motivazioni che spinse Peter Benenson a fondare nel 1961 Amnesty International, un’associazione che ha quindi radici comuni con l’Anpi e con tutti coloro che fanno dell’articolo 3 della nostra Carta la ragione del proprio essere cittadini. La conduzione della serata sarà affidata al giornalista, scrittore ed ex inviato di guerra Pino Scaccia, già emerito dell’edizione 2017. Interventi musicale del M° Daniele Cecconi.

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