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Ministro Bonafede a Fabriano:
«La compattezza del governo
si misura sulla giustizia»

CONVEGNO - Ospite dall'associazione giuridica 'Carlo Galli', oggi pomeriggio sul palco del teatro Gentile, con Paolo Flores d'Arcais il guardasigilli ha passato in rassegna le riforme varate dall'esecutivo giallo verde, dalla prescrizione allo ‘spazza corrotti. «In 10 mesi abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Ma ci sono cose che necessitano di uno studio più approfondito»
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Un momento dell’incontro con il ministro Bonafede

 

«Le leggi più coraggiose sono state quelle approvate dal M5S e dalla Lega, mentre il Pd magari di certi argomenti aveva parlato negli anni precedenti, ma si è trovato a esprimere dissenso al momento del voto. Ogni giorno misuro la compattezza del governo sulle proposte per la Giustizia. E questa compattezza io la vedo». Il ministrodella Giustizia Alfonso Bonafede è stato protagonista insieme a Paolo Flores d’Arcais, direttore di MicroMega, oggi pomeriggio sul palco del Teatro Gentile di Fabriano dell’incontro dedicato dal cartellone di ‘Giustizia è Libertà’ al tema della “Giustizia: il potere dei senza potere”. Il nuovo appuntamento della rassegna organizzata dall’associazione giuridica ‘Carlo Galli’ è stato introdotto dalla presidente, l’avvocato Daniela Ghergo, che nell’introdurre gli ospiti non ha lesinato critiche all’avvocatura che troppo spesso ha lasciato ad altri il peso di contribuire alle riforme della giustizia. In esordio di convegno inoltre il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli (ma anche lo stesso Flores d’Arcais) ha auspicato che eventi di respiro nazionale come questo proposto dall’associazione forense, possano avere cadenza annuale in città.

In un veloce excursus storico il direttore di Micromega ha ricordato l’epoca di Mani Pulite, per poi analizzare il caos politico che vive oggi l’Italia «Se la politica avesse assunto l’impegno di proseguire nell’esempio dei magistrati in prima linea nella lotta alla mafia, oggi avrebbe un’Europa completamente diversa. Invece in questi 27 anni la politica ha fatto di tutto sul piano legislativo e mediatico per rendere sempre più difficile l’opera dei magistrati e delle forze dell’ordine e di tutto ciò che significa l’impegno per la legalita – ha osservato il giornalista – Pagare le tasse e non avere criminalità organizzata dovrebbe essere il minimo. Questo permetterebbe al nostro Paese di non dover affrontare manovre finanziarie ‘lacrime e sangue’ e di ridurre le tasse. I soldi ci sono ma corruzione ed evasione sono i 2 grandi serbatoi di risorse sottratte ai cittadini». Poi ha passato in rassegna quello che in questi 10 mesi di governo è stato riformato sul piano della giustizia a partire dalla questione della prescrizione, non del tutto applicata pero. Si poteva fare di più, in linea con il principio che è il valore principe del M5S? Ha domandato al guardasigilli.

Il guardasigilli a Fabriano

L’on. Bonafede ha risposto che il suo intento di «togliere la giustizia dal pantano della politica» è stato attuato nei termini previsti dal contratto di governo.«Quando si parla di onestà si parla di un valore dell’etica e della deontologia e mano a mano che aumenta la responsabilità politica, maggiore deve essere la sensibilità verso quello che è onesto e lecito. – ha spiegato – Quando mi sono seduto al tavolo del contratto di governo non aveva altro parametro se non quello quello che scrivevamo, nero su bianco, in quel contratto. Posso dire con orgoglio che il capitolo dedicato alla giustizia rappresenta una rivoluzione rispetto a quello che è stato fatto in Italia negli ultimi 20 anni».

Il sindaco Gabriele Santarelli

Il ministro ha quindi rammentato che la legge sulla class action, lo ‘sblocca carceri’, lo ‘spazza corrotti’ e gli altri provvedimenti approvati, compresa «la mezza riforma sulla prescrizione che secondo il contratto di governo è collegata agli investimenti sulla giustizia per evitare il collasso del sistema giudiziario» sono stati assunti spesso con «la magistratura che mi è stata contro. Con Forza Italia ed il Pd che paradossalmente si sono ritrovate insieme contro questa norma». Bonafede ha ribadito di volere «un sistema giustiziario veloce, che dia risposte in tempo brevi, dove la prescrizione possa interrompersi  subito ma questo potrà accadere quando il percorso giudiziario sarà chiuso in due anni. Quello che abbiamo raggiunto oggi però è un punto di equilibrio importante».

Paolo Flores D’Arcais

Alla critica mossa da Flores D’Arcais sulle occasioni perdute in questi mesi di governo dai 5Stelle, alla sottolineatura della egemonia di Matteo Salvini e della dinamica negativa dei sondaggi che penalizza il movimento, il ministro è stato lapidario nel replicare.«In 10 mesi abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Ma ci sono cose che necessitano di uno studio più approfondito – ha evidenziato tenendosi lontano dalla polemiche- Oltre alla Giustizia, abbiamo introdotto il reddito di cittadinanza, il decreto ‘Crescita’. In una democrazia ogni forza politica deve mantenere il suo stile. Quello del M5S è di lavorare a testa bassa e di comunicare solo quando le cose sono andate in porto»

L’avvocato Daniela Ghergo

Stasera, la rassegna organizzata dall’associazione forense di Fabriano è proseguita alle 21, con gli interventi di Sergio Sottani, procuratore generale della Corte di Appello di Ancona, Nino Di Matteo, procuratore Nazionale Antimafia, Lirio Abbate, giornalista de l’Espresso, Petra Reski, giornalista e saggista diretti da Rosella Guadagnini, giornalista e blogger per discutere sul tema “Perchè ancora la mafia?”. Domani, 4 maggio, il secondo appuntamento con ‘Giustizia è Libertà’, inizierà al mattino con un incontro dedicato ai ragazzi delle scuole. Gianni Barbacetto (il Fatto Quotidiano) e Gian Carlo Caselli (già Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e Procuratore della Repubblica di Torino) affronteranno i temi “Cosa è stata Mani Pulite” e “Cosa sono i Pool Antimafia). Nel pomeriggio, dalle 16, vedremo ospiti insieme a Gian Carlo Caselli (già Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e Procuratore della Repubblica di Torino) , il Procuratore aggiunto Procura della Repubblica di Roma Paolo Ielo diretti da Liana Milella sul tema “Il sistema del malaffare”. A seguire, alle 18, “Establishment ed impunità” presentato da Marco Travaglio (direttore “il Fatto Quotidiano) e Henry Woodcock (sostituto Procuratore della Repubblica presso il DDA di Napoli) moderati da Giacomo Russo Spena (MicroMega). Per concludere la giornata Carlo Bonini (la Repubblica) guiderà la discussione con Gaetano Paci (Procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria), Ilaria Cucchi (parte civile processo Cucchi), Fabio Anselmo (avvocato) sul tema “Cittadini e forze dell’ordine”.

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