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Dieci casi di meningite virale, l’Asur:
«Non gravi e non esiste vaccinazione»

ANCONA - La malattia, facilmente curabile, è stata riscontrata tra la metà di Giugno e le prime settimane di Luglio su 9 pazienti tra i 22 e i 40 anni, residenti a Camerata Picena, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Cingoli, Ostra, Rosora e Senigallia e di una bimba di 8, ricoverati nei reparti di Neurologia di Jesi e Senigallia e a Torrette
martedì 23 Luglio 2019 - Ore 17:16
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Foto d’archivio

Sono dieci i casi di meningite virale accertati dall’Asur Marche nelle ultime settimane. Si tratta di 9 pazienti tra i 22 e i 40 anni, residenti a Camerata Picena, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Cingoli, Ostra, Rosora e Senigallia e di una bimba di 8, ricoverati nei reparti di Neurologia di Jesi e Senigallia e nel reparto di di malattie infettive agli Ospedali Riuniti di Ancona. Lo fa sapere il Dipartimento sulle malattie infettive dell’Asur-Area Vasta 2 che sta monitorando l’evolversi della situazione dopo i primi 4 casi rilevati dal Pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, tra metà Giugno e la prima settimana di Luglio. Da quel momento si sono monitorati tutti i casi di meningite/gastroenterite da enterovirus afferenti, per la diagnosi laboratoristica, alla Struttura di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona.

«I casi, per i quali sono state chieste le conferme – spiega l’Asur in una nota stampa – e la tipizzazione virologica, sono ad oggi 3 gastroenteriti in bambini di età inferiore a 4 anni e 10 meningiti virali. I ricoveri per gastroenterite sono avvenuti presso l’Ospedale Salesi di Ancona, mentre quelli per meningite presso i reparti di Neurologia di Jesi, di Senigallia e di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedali Riuniti. I 10 casi di meningite hanno riguardato 8 maschi di età compresa tra 22 e 40 anni e due femmine di 8 e 37 anni. Sono residenti a Ostra, Cingoli, Senigallia, Chiaravalle, Camerata Picena, Marzocca, Rosora, Castelleone di Suasa. In collaborazione con il laboratorio Virologia, la direzione Medica di Presidio Ospedaliero di Senigallia e altre Unità Operative del Dipartimento di Prevenzione, è stata effettuata l’indagine epidemiologica per i 13 casi, inerente l’insorgenza della sintomatologia, i luoghi frequentati, le attività lavorative e ludiche svolte nel periodo di incubazione della malattia, che varia da 2 a 35 giorni».

Non è stato riscontrato nessun fattore espositivo comune, nonostante in 7 pazienti l’enterovirus isolato sia l’ Echovirus 30. Gli enterovirus possono determinare uno spettro molto ampio di sindromi cliniche, nella maggior parte dei casi con sintomi leggeri e benigne tra cui anche, in alcuni casi, la meningite virale che, di solito, non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7 giorni. Classificati tra gli agenti infettivi più diffusi al mondo, gli enterovirus comprendono 116 tipi diversi di virus che si trasmettono per via fecale-orale e respiratoria.  L’unico serbatoio conosciuto di infezione è la specie umana. Le infezioni da enterovirus sono ubiquitarie, avvengono tutto l’anno con un picco in estate-autunno nei paesi temperati e possono provocare epidemie. Frequentemente non sono diagnosticate, in quanto le forme cliniche di cui sono responsabili sono benigne e si risolvono spontaneamente in pochi giorni. «Per la meningite virale non esiste vaccinazione specifica – chiarisce l’Asur Area Vasta 2 – e la prevenzione consiste anche nell’accurato lavaggio delle mani. Non ci sono evidenze che le trasfusioni e gli insetti possano trasmettere l’infezione. La forte cefalea, l’insorgenza rapida di febbre elevata, la nausea, la rigidità nucale, la fotofobia sono i sintomi che richiedono rapida consulenza medica».

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