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Indagine sulla sanità,
il M5s: «Ceriscioli si dimetta»

POLITICA - Mozione di sfiducia presentata in consiglio regionale da Peppino Giorgini che attacca il governatore per l'inchiesta che coinvolge il direttore dell'Asur Alessandro Marini
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Alessandro Marini

 

 

«Abbiamo già formalizzato una mozione di sfiducia nei confronti del governatore Luca Ceriscioli da discutere in Consiglio regionale». Così Peppino Giorgini, del Movimento 5 stelle, annuncia battaglia in assemblea sul tema che sta accendendo il dibattito regionale: l’inchiesta che coinvolte il direttore Asur Alessandro Marini, e diversi imprenditori in riguardo ad alcuni appalti della sanità. Per Giorgini, Ceriscioli «finge di cascare dalla nuvole e cerca di tranquillizzare e sminuire la situazione». Il Movimento 5 stelle regionale evidenzia che «un governatore, come un buon padre di famiglia, avrebbe dovuto fare molta più attenzione alle persone di cui circondarsi e alle quali assegnare il ruolo di collaboratori di fiducia, soprattutto in un ambito così importante e strategico come la gestione della salute pubblica di 1,5 milioni di persone e che coinvolge quasi 3 miliardi di euro del bilancio regionale». Per Giorgini il problema è a monte, nella stessa nomina del direttore Asur Alessandro Marini ora finito tra gli indagati: «Quando nel 2015 il nostro presidente delle Marche procedeva a nominare Marini quale direttore generale Asur sapeva chi era? Sapeva dell’altra inchiesta, quella sulle consulenze d’oro all’Asl di Fano al tempo della gestione proprio di Marini, quale commissario straordinario (giugno 2002-luglio 2003)? Detta inchiesta diede luogo ad un caso non solo giudiziario, ma anche politico, nella quale fu coinvolta la società di Ancona “Business Intelligence sas”, alla quale Marini aveva affidato le attività di formazione del personale senza, secondo le accuse, una specifica esperienza in materia. Gli inquirenti avevano ipotizzato il reato di truffa stante la mancanza di gara di appalto (necessaria per un incarico annuale di 200 milioni di vecchie lire).

Peppino Giorgini

Un quadro accertato dal servizio ispettivo della Regione che aveva verbalizzato che la delibera per l’assegnazione degli incarichi “risulta del tutto carente di motivazione e pertanto illegittima” ed erano emerse anche gravi irregolarità formali dell’attività di formazione “che è stata di volta in volta coordinata e gestita con rapporti diretti fra il Commissario e la società” – continua Giorgini -. Oltre all’affidamento non motivato, la stessa Regione non aveva trovato nessun riscontro sulle effettive presenze all’Asl 3, né tanto meno nessuna relazione finale, circostanze che la indussero a inoltrare i verbali alla Procura di Pesaro e alla Procura regionale della Corte dei conti delle Marche, in quanto “negli stessi sono state rilevate illegittimità di natura amministrativa che incidono sull’impiego di denaro pubblico”. La Corte dei Conti, nell’ottobre 2008, condannò Marini ad un risarcimento di 75mila euro in favore dell’ente sanitario, mentre la Procura aveva chiesto una condanna per 150mila. In sede penale, il processo si è concluso con l’assoluzione dell’ex commissario straordinario (Marini, appunto) perché l’accusa, sostenuta all’epoca dal pm di Pesaro Garulli (oggi a capo della Procura di Ancona), non era riuscita a dimostrare l’elemento psicologico del reato e che l’incarico alla “Business intelligence” fosse un atto doloso che mirava a raggirare la legge. Il fatto però rimane in tutta la sua gravità».

Il governatore Ceriscioli

Giorgini continua: «Come consigliere regionale del Movimento 5 Stelle non posso che esprimere un giudizio del tutto negativo sull’operato del governatore Ceriscioli nella scelta del manager Marini e assicuro tutto il mio impegno per combattere il sistema clientelare e di lottizzazione instaurato (sin dal 2003 cioè da quando è stata creata l’Asur) nella sanità marchigiana. Ecco il perché della mozione di sfiducia nei confronti del presidente Ceriscioli, che mi auguro trovi ampia condivisione in aula consiliare».

 

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