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Protesta trasporti,
i lavoratori incrociano le braccia:
«Bisogna rimettere in moto il Paese»

ANCONA – Sciopero e incontro in Prefettura nella giornata di mobilitazione nazionale, che ha visto coinvolti i dipendenti di Tpl e ferrovie, mentre venerdì 26 toccherà al trasporto aereo, con uno stop di quattro ore dalle 10 alle 14. Disagi e proteste: «Il governo ci ascolti»
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Manifestazione dei lavoratori del trasporto pubblico di fronte alla Prefettura di Ancona

 

Giornata calda e non solo per il meteo: i dipendenti del trasporto pubblico hanno incrociato le braccia per protestare contro l’immobilismo del governo nel settore. Lo sciopero generale di oggi, indetto a livello nazionale e in modo unitario dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, ha investito anche le Marche, dove una delegazione di lavoratori ha organizzato una mobilitazione in piazza del Papa prima di essere ricevuta dal prefetto di Ancona Antonio D’Acunto Lo stop ha interessato il Trasporto pubblico locale dalle 11,30 alle 15,30 e il trasporto ferroviario dalle 9 alle 17, con disagi per chi aveva programmato le partenze estive a fine luglio. I dipendenti del trasporto aereo si fermeranno invece venerdì 26 dalle 10 alle 14, ad esclusione dei controllori di volo di Enav. «Lo sciopero di oggi serve a rimettere in moto il Paese – spiega la segretaria regionale Filt Cgil, Valeria Talevi – È da un anno che il Governo non ci convoca e nei pochi incontri fati non abbiamo ricevuto nessuna risposta concreta per le Marche, una delle questioni principali da risolvere è quella della firma del Contratto di servizio con Trenitalia che, a quanto pare, è ancora bloccato all’Authority nazionale. Inoltre, c’è il paventato taglio delle risorse al Tpl, che nella nostra regione si tradurrebbe in una sforbiciata da 6,5 milioni di euro: ci hanno detto che sarebbero state ripristinate ma, ad oggi, la legge è ancora ferma in Senato».

Delegazione sindacale al tavolo in Prefettura

Problematiche esposte anche alla Prefettura durante l’incontro di stamattina, definito «proficuo» dal segretario regionale Fit Cisl, Roberto Ascani: «Ci è stata  mostrata grande sensibilità sulla questione e ci ha detto che si attiverà per portare le questioni aperte del settore all’attenzione del Governo. Parliamo soprattutto di far ripartire gli investimenti, garantire i rinnovi contrattuali e dare la giusta importanza alle infrastrutture che costituiscono l’ossatura del Paese». I nodi da sciogliere nel trasporto pubblico marchigiano si intrecciano infatti a doppio filo con quelli che il settore sta affrontando a livello nazionale: «Chiediamo più attenzione da parte del Governo giallo-verde – sottolinea Giorgio Andreani, segretario regionale Uiltrasporti –e se non verremo ascoltati neanche questa volta, ci sarà una seconda azione di lotta in autunno».

Il segretario regionale del Pd, Giovanni Gostoli

 

La mobilitazione dei lavoratori incassa anche l’appoggio del segretario regionale del Pd, Giovanni Gostoli: «Siamo con loro perché manifestano per tutti noi. Si parla tanto dei disagi provocati, purtroppo meno delle ragioni della protesta. I lavoratori – aggiunge – vogliono denunciare l’assenza di investimenti e di politiche del governo nazionale, rivendicare i propri diritti. Il sistema pubblico dei trasporti deve essere rilanciato, è un grande investimento in competitività, mentre l’Italia è bloccata come i cantieri per la realizzazione delle infrastrutture. Si riducono le risorse per il trasporto pubblico locale con gravi conseguenze per le Marche, soprattutto per le città e le aree intere. È giusto anche l’appello dei sindacati per ribadire regole chiare e trasparenti che impediscano la concorrenza sleale al ribasso tra le imprese, dove a pagare spesso sono la qualità dei servizi e la condizione dei lavoratori. Come Pd nazionale abbiamo proposto di sostenere il trasporto pubblico locale, soprattutto nelle città e nelle aree interne, rilanciare gli investimenti per completare le infrastrutture iniziate, mettere in cantiere nuove opere e prendersi cura della manutenzione del territorio. Occorre una concertazione con le forze sindacali e imprenditoriali per rinnovare il trasporto pubblico e modernizzare il Paese».

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