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Disabile prigioniera nella casa popolare
con l’ascensone bloccato:
«Vorrei solo un alloggio al piano terra»

OSIMO - La mamma 44enne vive al secondo piano di un edifiico Erap nell'immediata periferia della città dove da 4 anni nessuno paga le utenze condominiali e il gestore dell'energia elettrica ha staccato il contatore. Non c'è neppure l'acqua calda. Mariani (FdI): «Intervenga il sindaco». Pugnaloni: «Ci abbiamo provato in tutte le maniere ma è competenza dell'Erap»
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(foto d’archivio)

 

Con problemi di disabilità e deambulazione, vive al secondo piano di una casa popolare dell’immediata periferia di Osimo, quasi da prigioniera. Non ha la possibilità di uscire di casa perché non può utilizzare l’ascensore bloccato da due anni. Alcuni utenti morosi non hanno più pagato dal 2015 la bolletta condominiale per l’energia elettrica di scale ed elevatore e l’azienda che la fornisce ha sigillato il contatore. E’ stata la stessa protagonista A.D.F, 44 anni, a raccontare la vicenda sui social media. «Stando sempre in queste 4 mura si diventa pazzi, con chi parli col cane? Forse lui ascolta meglio perché ti fa le coccole – esordisce la 44enne nel suo lungo post  di sfogo- Non voglio fare dibattiti o discussioni inutili su come funzionano gli assessorati del Comune o il sindaco. Sto in una situazione abbastanza incresciosa. Vivo nelle case popolari da 12 anni e ne ho subite di tutti i colori: le cose che combinano e che distruggono o rubano. Ho sopportato tante angherie. Io e mio figlio siamo invalidi e ci hanno collocato all’ultimo piano. Ma già avere un tetto in testa è già troppo di questi tempi. Qui sono tutti stranieri, solo un italiano che non c’è quasi mai. Qui non hanno voluto pagare il condominio dal 2015 e dopo tutti questi anni qualsiasi gestore vorrebbe essere pagato. Cosi ci troviamo senza luce per le scale, senza ascensore e senza acqua calda perché funziona con la forza motrice dell’ascensore».

Nel mese di giugno la donna è stata costretta a ricorrere alla cure dell’ospedale dove è rimasta ricoverata per 2 mesi. «Sono uscita fine agosto ma necessito di controlli continui. – sottolinea – In questi 3 mesi abbiamo fatto a tempo a portare mio figlio dai nonni, vorrebbe tornare ma non si può. Io devo fare continui spostamenti ma non posso e faccio venire i dottori qui finche si può. Sono segregata in casa da un mese, al massimo guardo fuori dal balcone. Tutti i condomini dicono che a loro l’ascensore non serve, che è una spesa inutile. Ognuno si sta organizzando come può: c’è chi mette lo scaldino per conto suo, chi attacca i fili su altri blocchi per aiutarsi tra loro, siamo noi che rimaniamo sempre a guardare e a rimetterci: se mio marito non farebbe su e giu per le scale per medicine, spesa, saremmo senza niente. Anche lui però ha avuto un crollo fisico e al lavoro l’hanno messo in malattia. Vorrei solo un consiglio o un parere su cosa fare visto che chi promette non ha mai mantenuto una promessa».

Maria Grazia Mariani

A prendere le difese della 44enne è la portavoce osimana di FdI, Maria Grazia Mariani che si domanda se «i diritti di una donna e di suo figlio non valgono meno di quelli della casa popolare con una colonia di gatti. L’amministrazione comunaloe intervenga urgentemente». La Mariani ricorda che la donna con problemi di salute ed il figlio portatore di handicap, sono stati assegnatari di una casa popolare all’ultimo piano di un palazzo ad Osimo. L’ascensore e l’acqua calda non funzionano perchè gli altri inquilini dal 2015 non pagano il condominio. «La donna costretta a trasferire il figlio dai nonni. – rimarca l’esponente del partito di Giorgia Meloni – Lei, malata, segregata in casa: non si può spostare senza l’ascensore. Ma l’Amministrazione dov’è? Due anni fa il sindaco Pugnaloni aveva promesso una sistemazione migliore. Probabilmente riservare la scelta di un appartamento senza barriere architettoniche ad una donna portatrice di handicap era troppo. Comunque al di là della nazionalità chi non paga va cacciato e l’amministrazione ha il dovere di intervenire urgentemente come ha fatto recentemente per mettere “in salvo” dei gatti».

il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni

Il sindaco Simone Pugnaloni  (Pd) chiarisce che purtroppo lo stallo è collegato al fatto che sulla vicenda la competenza è dell’Erap. L’impegno  del Comune c’è stato e resta intatto per risolvere il caso umano della mamma osimana. Se la questione della colonia dei gatti in una casa popolare è stata definita velocemente è soltanto perché il sindaco è la prima autorità sanitaria locale e quando si presentano situazioni che mettono a rischio la salute pubblica può agire direttamente emanando un’ordinanza, in quel caso di sgombero. La cura delle colonie feline, come dei cani randagi, sul territorio comunale è poi un problema che la normativa pone in capo all’ente locale.  La gestione delle case popolari, invece, spetta all’Erap, un ente sovracomunale, che per legge è obbligato a seguire le graduatorie pubbliche nell’assegnazione degli alloggi. «Ci abbiamo provato in tutte le maniere a trovare una soluzione – spiega  Simone Pugnaloni – La signora è in lista d’attesa per spostarsi. Siamo andati più volte all’Erap per sollecitare un intervento tempestivo. Per questo motivo mi dispiaciono molto tutti questi sfoghi».

(redazione CA)

 

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