Autotrasporto, verso il fermo nazionale:
«Prezzi ancora troppo alti»

GASOLIO - Pisa e Bocchino (Confartigianato) denunciano speculazioni alla pompa: «Tra Ancona e Pesaro a rischio 2.000 imprese e 10.000 addetti»

I primi, timidi segnali di distensione sul fronte dei costi energetici non sono sufficienti a revocare lo sciopero.
Nonostante il prezzo del gasolio sia tornato a lambire la soglia psicologica dei 2 euro al litro e il petrolio sia sceso sotto gli 80 dollari al barile, il settore dell’autotrasporto conferma il blocco nazionale dei servizi.
A fare il punto sulla situazione sono Angelo Pisa e Luca Bocchino, rispettivamente presidente e responsabile Trasporti di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, a seguito della segreteria nazionale di categoria, i quali guardano ai listini con estrema cautela dichiarando che «guardiamo con attenzione ai primi segnali di alleggerimento sul fronte energetico, anche se il quadro generale resta ancora critico per il settore dell’autotrasporto. Si stanno registrando le prime pompe di carburante scese sotto la soglia dei 2 euro al litro, con prezzi intorno a 1,99 euro al litro. Un dato simbolico, ma importante, che si affianca alla discesa del petrolio sotto la soglia psicologica degli 80 dollari al barile registrata nella giornata di ieri».

Luca Bocchino

Tuttavia, Pisa e Bocchino denunciano una sproporzione tra il calo del greggio e quello alla pompa, evidenziando come il petrolio sia sceso del 12,17% nell’ultimo mese senza che questo si rifletta adeguatamente sul prezzo finale pagato dalle imprese, una dinamica che alimenta il sospetto di speculazioni in atto mentre il comparto marchigiano, che conta circa 2.000 imprese e 10.000 addetti tra i nodi strategici del porto di Ancona, dell’interporto di Jesi e dei distretti di Fano e Pesaro, si trova allo stremo.
La decisione di Unatras di proclamare il fermo nazionale viene definita «dolorosa ma inevitabile» e, come spiegano i rappresentanti di Confartigianato, si tratta di «una decisione arrivata per l’assenza di risposte concrete da parte del Governo in una fase drammatica segnata dall’impennata dei costi dei carburanti», aggiungendo che «nonostante i primi segnali di rallentamento dei prezzi, oggi servono ancora circa 2.000 euro al mese per ogni mezzo solo per poter lavorare. Siamo costretti a fermarci per evitare danni ancora più gravi alle imprese e per tutelare la sicurezza dei nostri collaboratori».

Angelo Pisa

Per scongiurare il blocco totale e garantire la sopravvivenza di un settore che garantisce la continuità delle forniture, Confartigianato ribadisce la necessità di emanare il decreto attuativo sul credito d’imposta, introdurre ristori compensativi per 200 euro ogni 1.000 litri di gasolio, sospendere i versamenti fiscali e contributivi e attivare moratorie su finanziamenti e leasing, oltre a intensificare i controlli contro le speculazioni, in attesa delle comunicazioni ufficiali sulle modalità del fermo previste per lunedì.

Caro gasolio, l’autotrasporto marchigiano verso lo sciopero

 

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