Capitale della Cultura 2028,
l’assessore Paraventi: «Ancona lavorerà
in sinergia per mobilitare fondi»
Si è tornati a parlare del dossier ‘Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028′ questa mattina nella VI Commissione consiliare. Pur nella consapevolezza che il riconoscimento è recente, su richiesta del capogruppo di ‘Diamoci del Noi’, Carlo Pesaresi, l’assessore Marta Paraventi ha anticipato i passi avanti fatti nella gestione di quello, la conquista del titolo, che è stato definito un «miracolo» amministrativo, capace di battere grandi città in concorrenza. Al centro del dibattito è emersa la questione della governance e della struttura decisionale in preparazione dell’evento. L’assessore ha rassicurato sulla creazione di una cabina di regia istituzionale che coinvolgerà Comune, Regione, Università e privati, sottolineando come l’obiettivo sia trasformare Ancona in un «elemento propulsivo per l’intero territorio. È una grande responsabilità», ha dichiarato Paraventi, precisando che si sta lavorando a un masterplan operativo per passare dalle parole ai fatti.
Le preoccupazioni più marcate, manifestate dai consiglieri di opposizione, hanno riguardato la solidità finanziaria dell’operazione. Molte risorse arriveranno dal Ministero, è chiaro, ma è stato sollevato qualche dubbio sulla reale disponibilità dei fondi per la realizzazione di tutte le iniziative presentate nel dossier e sulla loro distribuzione tra spese correnti e investimenti. Mentre lo stesso Pesaresi ed i consiglieri del Pd chiedevano certezze sul budget per il biennio 2026-2028, l‘assessore ribadiva che la programmazione è in corso ma di non essere «malata di annuncite» e quindi di voler comunicare le novità solo quando saranno suffragate da atti, rassicurando tutti sulla necessità di attendere le variazioni di bilancio per formalizzare gli stanziamenti. Rilevante sarà l’apporto dai partner privati e dalle Fondazioni. Dal dibattito è emerso infatti che l’Amministrazione comunale di Ancona sta delineando un quadro di sinergie con società partecipate, banche, la Camera di Commercio e Fondazioni come Carifermo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano-Cupramontana, per garantire che il progetto non dipenda esclusivamente dalle risorse pubbliche. Un partenariato fondamentale per sostenere progetti legati alla valorizzazione del porto e dell’entroterra, integrando la cultura con l’economia locale.
«Stiamo lavorando, uffici assessori, in sinergia tutti insieme, da qualche settimana anche all’approvazione del disciplinare del marchio, –ha ricordato Marta Paraventi- e su progetti condivisi e sostenuti dal Ministero, Abbiamo, ad esempio una call telefonica proprio mercoledì mattina con Gravina di Puglia che è stata una città finaliste per parlare di per sinergie da attivare insieme al sindaco all’assessore alla cultura». Da volano poi farà anche l’imminente presentazione dei nuovi palinsesti Rai al teatro delle Muse, una prestigiosa vetrina promozionale per la città. Sul fronte della rigenerazione urbana-progetti Pnrr, – ha aggiunto l’assessora – il dossier di Ancona Capitale della Cultura 2028 si propone di trasformare spazi chiave in hub culturali, dalla Casa del Capitano al Palazzo degli Anziani, fino alla creazione di aree dedicate alle start up culturali. L’intenzione è quella di rendere questi luoghi fruibili e moderni, rispondendo anche alla necessità di creare infrastrutture per l’ospitalità, un tema critico sollevato nel confronto a causa della carenza di strutture ricettive adatte ai giovani e ai turisti. Per quanto riguarda il mondo delle associazioni e degli operatori culturali locali, è stata garantita la massima trasparenza. Per evitare favoritismi «e gestire l’alto numero di progetti presentati, è stato previsto un comitato di garanzia» ha proseguito Marta Paraventi specificando che si procederà con bandi mirati e criteri di valutazione chiari, per garantire che la partecipazione del tessuto sociale sia reale e non solo formale.
Nel rispetto del contraddittorio, non è mancata qualche bordata tra maggioranza e minoranza sull’imputazione della paternità di questo successo. Mentre alcuni consiglieri hanno evidenziato come l’investitura di Capitale della Cultura sia il risultato sia frutto di una «filiera istituzionale e non tanto della qualità del progetto», altri hanno intravisto i prodromi del progetto in un percorso che va ricercato lontano nel tempo, oltre la singola amministrazione comunale, altri ancora hanno plaudito all’operato della giunta attuale. In tutti però, dalle parole della consigliera Angelica Lupachini (FdI) come in quelle di Mirella Giangiacomi (Pd), è emersa la consapevolezza unica che Ancona si trovi davanti a un bivio storico e che la vera sfida sarà tradurre i progetti sulla carta in realtà concreta.
(Redazione CA)
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