Gli Operatori Culturali in Rete per Ancona, riuniti nell’associazione Ocra, si preparano ad affrontare la storica sfida che vedrà il capoluogo delle Marche al centro della ribalta nazionale come Capitale Italiana della Cultura, per cui si congratulano con le istituzioni che lo hanno reso possibile, accogliendo peraltro molte proposte dagli stessi membri della rete. «Convinte che sia necessario agire prontamente, le associazioni di Ocra non possono rimanere indifferenti al fatto che, arrivati a maggio, il percorso preparatorio non è ancora partito, né si annunciano discontinuità rispetto al passato. – scrivono in una nota – In effetti, confidando che arrivasse dal Comune un segnale di rilancio nella variazione di bilancio, gli operatori constatano che l’amministrazione comunale non ha ancora impresso quella spinta significativa per investire nella cultura che è necessaria per prepararsi al meglio all’ambito e meritato traguardo del 2028. Inoltre, non si sa ancora nulla sui risultati della manifestazione di interesse per le attività di quest’anno. La Regione Marche, dal canto suo, a maggio ancora non ha ancora comunicato quando usciranno i bandi per finanziare le attività dell’anno in corso, con grande preoccupazione di tutte le realtà culturali di Ancona».
I membri di Ocra si aspettano, vista la proclamazione di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028, «segnali concreti, sia dal Comune sia dalla Regione, per arrivare preparati al traguardo, a cominciare da risorse adeguate e messe a bando prima dell’estate. Le associazioni chiedono un confronto urgente con gli amministrazioni del Comune di Ancona e della Regione Marche per concordare le soluzioni più idonee, in un momento peraltro critico, a livello nazionale e internazionale».
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