Caro gasolio,
l’autotrasporto marchigiano
verso lo sciopero

ANCONA - Con il carburante sopra i 2 euro, Confartigianato Trasporti Marche valuta il fermo nazionale a maggio per salvare 3mila aziende del territorio

«Il settore dell’autotrasporto è in ginocchio a causa del caro gasolio con il prezzo del carburante stabilmente oltre i 2 euro al litro. Un comparto che nelle Marche conta 3mila imprese e movimenta oltre l’85% delle merci».
Per gli imprenditori dell’autotrasporto, sottolinea il presidente di Confartigianato Trasporti Marche Samuele Renzi, il carburante incide mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi.
«Le nostre imprese – spiega – non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari ed è inaccettabile che, di fronte a una crisi così grave, non siano state recepite le proposte del settore per garantire misure efficaci e immediate. Il direttivo di Confartigianato Trasporti Marche che si riunirà ( in presenza e on line) venerdì 17 aprile alle ore 12 ad Ancona presso la sede di Confartigianato Marche proporrà la richiesta di procedere al fermo se non verranno pubblicati i previsti provvedimenti; la decisione ufficiale verrà assunta da Unatras nel primo pomeriggio a Roma. Unatras potrebbe dichiarare il fermo da tenersi nella settimana dal 18 al 22 maggio dopo i 30 giorni di preavviso previsti dalla legge.
Una decisione che diventa inevitabile per tutelare la sopravvivenza di migliaia di imprese e garantire la continuità di un comparto essenziale per la logistica e per l’economia».

Per le aziende «la situazione è diventata drammatica – aggiunge Giampaolo Calcabrini vicepresidente di Confartigianato Trasporti Marche -, significa maggiore esposizione finanziaria dovuta all’anticipo delle spese per il rifornimento, una progressiva compressione dei margini operativi e una crescente tensione sulla liquidità aziendale.
Il problema diventa ancora più rilevante se si considera che il settore sta già affrontando una crescita generalizzata dei costi operativi. In questo contesto il carburante torna a rappresentare un fattore di instabilità strutturale per il comparto, riproponendo una dinamica che negli ultimi anni gli imprenditori dell’autotrasporto hanno già dovuto affrontare più volte.
Confartigianato torna a chiedere un intervento straordinario del Governo con un credito di imposta reale, la sospensione dei pagamenti, la moratoria sui finanziamenti per dare maggiore liquidità alle aziende e contenere i costi del gasolio e contestualmente invita le imprese committenti a riconoscere i maggiori costi subiti dalla categoria e ad adeguare le tariffe di trasporto».

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